Ci sono territori che rischiano di essere raccontati solo attraverso i paesaggi. Nel caso dei Nebrodi, però, il paesaggio è solo la superficie. Sotto ci sono specie rare, rocce antiche, insetti, piante, funghi, orchidee e tracce naturali che spiegano meglio di molte parole la complessità di un ecosistema.A Longi, il Centro Naturalistico “La Petagna” prova a fare […]
Nato da un’idea di Migi Press, il progetto ha messo in rete i grandi territori della ceramica artistica trasformando botteghe, maestri e tradizioni in un itinerario di turismo culturale ed esperienziale. Dalla BIT di Milano alla Design Week fino a New York, una storia locale ha trovato una dimensione internazionale. Sei città lontane tra loro, sei storie diverse e una materia comune: l’argilla. È da questa intuizione che nasce Le Strade della Ceramica Siciliana, progetto ideato da Migi Press per mettere in rete Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca e trasformare uno dei patrimoni artigianali più importanti dell’Isola in un itinerario culturale e turistico. L’idea parte da un principio semplice: smettere di considerare le città della ceramica come realtà isolate e costruire invece un unico racconto regionale. Perché Caltagirone non produce la stessa ceramica di Burgio. Sciacca ha colori e linguaggi differenti da Collesano. Santo Stefano di Camastra possiede una propria storia produttiva e Monreale ha sviluppato un percorso strettamente connesso alla propria vocazione artistica. È proprio la diversità a costituire il valore della rete. Le Strade della Ceramica Siciliana sono nate quindi non per uniformare queste identità, ma per unirle. Il primo salto di prospettiva è stato trasformare l’acquisto di un oggetto in esperienza di viaggio. Visitare una città della ceramica significa entrare nelle botteghe, incontrare gli artigiani, osservare il tornio, conoscere le tecniche di decorazione, visitare musei e monumenti e, contemporaneamente, scoprire il patrimonio storico, gastronomico e paesaggistico del territorio. Nel 2024 il progetto è stato presentato alla BIT di Milano insieme al Passaporto delle Strade della Ceramica Siciliana, strumento pensato per spingere il viaggiatore a muoversi da un territorio all’altro e a considerarli tappe di un unico itinerario.
Da quel momento la rete ha progressivamente allargato il proprio orizzonte. Nel 2025 le opere dei territori delle Strade della Ceramica sono arrivate alla Milano Design Week con l’installazione “La città delle ceramiche”. La Regione Siciliana ha sottolineato in quell’occasione il rapporto fra tradizione e innovazione e la possibilità di inserire l’artigianato ceramico nella filiera dell’arredamento contemporaneo, utilizzandolo allo stesso tempo come strumento di promozione turistica della Sicilia. Nel giugno 2026 il progetto ha attraversato l’Atlantico. Con “Sicily, Lands in Hands”, cofinanziato dalla Regione Siciliana nell’ambito di “Sicilia che Piace”, Le Strade della Ceramica Siciliana sono approdate per la prima volta a New York. Dal 25 al 27 giugno mostre, incontri istituzionali e laboratori esperienziali hanno coinvolto Brooklyn e Manhattan, con appuntamenti al Choplet Ceramic Studio, all’Istituto Italiano di Cultura e a Eataly Flatiron. Le strade della ceramica siciliana
Il passaggio non è soltanto geografico. Portare i maestri ceramisti davanti a un pubblico internazionale significa modificare il modo stesso di promuovere l’artigianato. Non mostrare semplicemente un prodotto finito, ma raccontare chi lo realizza, come nasce, da quale territorio proviene e quali conoscenze sono necessarie per produrlo. È questa la vera forza del progetto. La ceramica diventa il filo conduttore per attraversare la Sicilia. Dietro un vaso di Burgio o una maiolica di Caltagirone non c’è soltanto un manufatto: ci sono una città, una storia, una bottega, una famiglia, un paesaggio e un sapere. Nel frattempo anche la geografia della ceramica siciliana si sta evolvendo. Palermo è stata riconosciuta tra le città italiane della ceramica ed è oggi presente nell’elenco dell’Associazione Italiana Città della Ceramica, accanto alle sei città che hanno originariamente dato vita al progetto. È un elemento che apre una nuova prospettiva.
Dopo avere costruito la rete, la sfida è farla crescere: collegare artigianato, turismo e formazione; creare occasioni di incontro con designer e architetti; sostenere l’internazionalizzazione delle imprese; avvicinare i giovani alle botteghe e utilizzare gli strumenti digitali per raggiungere nuovi mercati. Il nuovo sistema europeo delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali offre inoltre un’ulteriore opportunità. Caltagirone ha già ricevuto lil riconoscimento Igp per le proprie produzioni ceramiche. Il futuro delle Strade della Ceramica Siciliana passa dunque dalla capacità di tenere insieme due parole che solo apparentemente sono in contrasto: tradizione e innovazione. La prima custodisce ciò che rende queste produzioni irripetibili. La seconda permette loro di continuare a vivere. E forse è proprio questa l’immagine che meglio racconta il progetto: una strada che parte da antiche fornaci siciliane ma che non guarda indietro. Prosegue verso nuovi viaggiatori, nuovi mercati e nuove generazioni di artigiani. Perché la ceramica siciliana non sia soltanto la testimonianza di ciò che siamo stati, ma una delle forme attraverso le quali raccontare ciò che la Sicilia può ancora diventare.
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