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Un fisco più “amico”: nella transazione fiscale, anche le tasse comunali. Il Codice della Crisi, a Mazara del Vallo

Una rivoluzione iniziata nel 2019, quella del Codice della Crisi, approvata nel 2022 e in continua evoluzione che ha portato ad umanizzare il rapporto tra le imprese italiane e l’Agenzia delle entrate, a vantaggio di tutta l’economia nazionale. A partire dai cambiamenti nel linguaggio – non si dice più “fallito” – al rapporto con un organismo più vicino alle imprese nella composizione negoziale, e della linea non più punitiva, e volta invece a salvare le imprese con i nuovi strumenti. Si è parlato di questo a Mazara del Vallo, in occasione della terza edizione del convegno “Il ruolo del Codice della crisi nel rilancio dell’economia italiana”, promosso dallo studio legale Aga & Partners, guidato dall’avvocato di impresa Antonio Giulio Alagna che punta ad attestare il ruolo della città trapanese come capitale giuridico economica del Sud Italia.

Diffondere gli strumenti offerti dal Codice della crisi per salvare le aziende

“Portiamo avanti questa iniziativa da tre anni – spiega l’avvocato Antonio Giulio Alagna– per diffondere tra imprenditori ed addetti ai lavori la possibilità attuale, prima sconosciuta, di poter procedere a una transazione fiscale, grazie al Codice della crisi di impresa. Esso consente, tra le altre cose, di poter ottenere l’accesso a finanza esterna, anche nelle procedure di stress e mentre il credito bancario è bloccato. Nonché numerosi altri strumenti per intervenire prima che la crisi sia irreversibile. Un bravo professionista deve sapere che dietro un’azienda non ci sono solo bilanci e numeri ma anime, lavoro, investimenti, speranze e famiglie. Il principio della seconda opportunità (second chance) e del nuovo inizio (fresh start) è il cuore culturale e normativo del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza del 2019, cioè ripulire il soggetto e dargli la possibilità di ristrutturarsi per poter produrre maggior reddito che è soggetto a tassazione. Conviene a tutti anche allo Stato”.

Il correttivo ter, dopo la Riforma, per stralciare i debiti comunali

Tra i punti emersi nel confronto tra esperti nazionali del settore, c’è l’innovazione legislativa che, dall’agosto 2026, include anche i tributi locali tra le transazioni che si possono fare al tavolo della ristrutturazione. “Il decreto legislativo 147/2026, dopo la Riforma del correttivo ter, ha allargato la possibilità di fare la transazione anche dei tributi locali e comunali all’interno della composizione negoziata – sottolinea Marcello Pollio, già presidente della Commissione studi e risanamento di impresa dell’Ordine dei commercialisti -. Si tratta del nuovo percorso stragiudiziale che sta prendendo piede, che permette di fare un accordo con l’Agenzia delle entrate, di fronte alla Camera di Commercio e non davanti ad un tribunale. Un percorso friendly con i creditori, gestito da un esperto facilitatore. La ratio della norma è non arrivare a perdere tutto con il fallimento, che adesso si chiama liquidazione giudiziale, ma recuperare quanto possibile, stralciando i debiti e salvando l’occupazione”.


Questo contenuto è un comunicato stampa. Non è passato dal vaglio della redazione. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore.

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