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Alla guida, così come su strada, le decisioni si prendono spesso sotto pressione, nel contesto reale: sapere cosa è giusto fare non garantisce che lo faremo davvero.
La sicurezza stradale non dipende solo da ciò che sappiamo, ma anche dal modo lo applichiamo in modo concreto. Per diventare davvero efficace, cultura della mobilità sicura deve anzitutto essere “partecipativa”, non solo informativa.
Partendo da questa consapevolezza, l’ASP di Palermo ha voluto offrire il proprio contributo al progetto “Safe Driving Without Risks – Guida Sicura Senza Rischi”, promosso dalla Città Metropolitana di Palermo. Un’iniziativa pensata e strutturata come un percorso che, a partire dalle scuole, ha diffuso consapevolezza concreta dei rischi, attraverso un approccio integrato, tra formazione e coinvolgimento attivo.
Come nasce la prevenzione?
“Sviluppiamo diverse linee di prevenzione”, spiega il dottor Giampaolo Spinnato, Direttore U.O.C. Dipendenze Patologiche. Le scuole rappresentano il perfetto punto di partenza ideale ma, da sole, non sono sufficienti “perché a volte i comportamenti che vengono adottati dipendono molto dal contesto”.
Per questo motivo, l’ASP di Palermo svolge anche un’attività sul campo, nei luoghi di aggregazione più informali: “Abbiamo, per esempio, un’unità mobile con la quale anche nelle ore notturne siamo presenti nei luoghi di aggregazione e di consumo”. Un intervento che lavora direttamente sul territorio, con un obiettivo preciso: intercettare i giovani nei momenti in cui il rischio si manifesta.
Progetti come “Safe Driving Without Risks” mostrano come la sicurezza stradale non sia solo una questione di regole, ma di consapevolezza. E la consapevolezza , per diventare davvero tale, ha bisogno di coinvolgere più attori, dall’ASP e la Polizia Metropolitana, con la regia della Città Metropolitana di Palermo.
Il rischio non riguarda solo i giovani
Un punto che emerge con chiarezza è il superamento di un luogo comune: i giovani non sono necessariamente più irresponsabili degli adulti: “I loro comportamenti rischiosi legati alla guida non sono diversi da quelli degli adulti”, osserva Spinnato, aggiungendo che, in alcuni casi, i più giovani mostrano persino una maggiore attenzione.
La prevenzione resta comunque focalizzata su di loro per una ragione strategica: investire sui giovani significa intervenire sul futuro, fermo restando che il tema della sicurezza stradale attraversa tutte le fasce d’età.
Gli effetti di alcol e sostanze
Il cuore dell’intervista riguarda i comportamenti legati all’assunzione di alcol e sostanze, prima o durante la guida. L’effetto più immediato è l’alterazione della percezione e dei tempi di reazione. Anche un ritardo di pochi millisecondi può tradursi in decine di metri percorsi in più prima di frenare. Uno spazio che, in molte situazioni, fa la differenza tra evitare o meno un incidente.
A questo si aggiungono altri fattori meno evidenti ma altrettanto rilevanti. L’alcol, ad esempio, riduce il campo visivo laterale, limitando la capacità di percepire ostacoli ai margini della strada. Un elemento che contribuisce, tra gli altri, agli impatti contro oggetti fissi come alberi o barriere.
Come lo smartphone incide sulla guida
Accanto alle sostanze, è importante mettere in luce un altro fattore di rischio: l’uso dello smartphone. “L’utilizzo visivo del cellulare ha effetti devastanti”, sottolinea Spinnato. Il problema non è solo la distrazione, ma l’interruzione totale dell’attenzione visiva sulla strada, anche per pochi secondi.
In quel tempo, la capacità di reazione si riduce drasticamente o si annulla del tutto, aumentando in modo significativo il rischio di incidente. Un comportamento che rientra nelle cosiddette dipendenze senza sostanza, sempre più diffuse.
“Reggere” l’alcol? È un falso mito
Un altro nodo affrontato riguarda la percezione individuale del rischio. Non esiste una reale “abilità” nel gestire alcol o sostanze alla guida. Chi ritiene di reggere meglio, spiega Spinnato, è semplicemente più abituato al consumo. Un’abitudine che rappresenta, però, il primo passo verso la dipendenza.
Un elemento che smonta una delle convinzioni più diffuse, soprattutto tra i giovani: la capacità di controllo non aumenta la sicurezza, ma il rischio.
Emozioni, gruppo e decisioni
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il modo in cui si prendono le decisioni. “La stragrande maggioranza delle decisioni non è razionale, ma emotiva”, evidenzia Spinnato. Questo significa che un approccio basato esclusivamente sull’informazione risulta limitato.
Per essere efficace, la prevenzione deve entrare nelle dinamiche emotive e sociali, lavorando anche sulle pressioni del gruppo e sulla capacità individuale di mantenere autonomia di giudizio. Da qui l’importanza di un approccio partecipativo, che coinvolga attivamente i giovani e li renda parte del processo.
Il progetto Safe Driving Without Risks ha scelto di integrare interventi nelle scuole e presenza sul territorio, competenze tecniche e dimensione relazionale, informazione e coinvolgimento emotivo. Perché, come emerge anche dall’intervista, il vero cambiamento non avviene quando si conoscono i rischi, ma quando si è in grado di riconoscerli nel momento in cui si presentano.
“Safe Driving Without Risks – Guida sicura senza rischi” è un’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana di Palermo nell’ambito del progetto nazionale “Mobilità Sicura”, realizzato in collaborazione tra il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e l’Unione Province d’Italia.