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Agricoltura, operativo progetto #Banca terre incolte



Le terre abbandonate potranno essere coltivate dai giovani che puntano al rilancio dell’agricoltura con produzioni di eccellenza. Ma anche gli stessi giovani potranno avviare nuove realtà imprenditoriali, grazie al finanziamento che potranno ricevere dal governo. Sono queste “le nuove opportunità per i giovani” che sono state illustrate ieri a Napoli nel corso di un convegno al quale preso parte, i ministri della Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, e dell’Agricoltura, Maurizio Martina, oltre al presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri. L’obiettivo come ha spiegato il ministro per la Coesione territoriale, De Vicenti, è quello di creare 100mila occasioni di lavoro per il prossimo triennio.

Il progetto #Banca terre incolte, proprio da oggi operativo, ha l’obiettivo di promuovere la valorizzazione e la riqualificazione dei beni non utilizzati nelle regioni del Mezzogiorno. Su queste terre potranno avere sede imprese agricole giovanili che possono puntare su produzioni di qualità.
I terreni abbandonati (e per tali si intendono quelli sui quali non si stata esercitata l’attività agricola negli ultimi dieci anni) se di proprietà pubblica verranno affidati direttamente ai giovani, se di proprietà privata verranno presi in fitto.  Questa misura è collegata con il progetto “Resto al Sud” che prevede incentivi per la nascita di nuove attività imprenditoriali, con una dotazione finanziaria di 1250 milioni di euro. Il progetto prevede un finanziamento fino al 100 per cento delle spese, con un 35 per cento a fondo perduto e con il 65 per cento garantito da un finanziamento bancario, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi.

Le agevolazioni sono rivolte ai giovani tra i 18 ed il 35 anni residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per tutta la durata del finanziamento i beneficiari non possono essere titolari di un rapporto a tempo indeterminato presso un altro soggetto. Sono finanziabili attività di produzioni di beni e servizi, sono escluse però dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio.
I fondi possono essere impiegati per ristrutturazione e manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, per i programmi informatici.  Possono fare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali e le persone fisiche che intendono costituirsi in società, dopo l’esito positivo della valutazione

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