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Canapa economy: il boom durante il lockdown



Da quando, nel gennaio del 2017, è entrata in vigore la Legge 242/2016, in Italia è diventata legale la cannabis light, ossia caratterizzata da una percentuale di THC, principio attivo notoriamente psicoattivo, compresa tra lo 0,2 e lo 0,6%.

 

In pochi anni, è nata una vera e propria economia: con l’aumento esponenziale dei terreni coltivati e la nascita di un giro d’affari di diverse decine di milioni di euro, tutto quello che ruota attorno alla cannabis light – prodotta a partire da una pianta che quando viene coltivata garantisce nutrimento speciale al suolo – non può essere assolutamente ignorato da chi vuole tenere gli occhi aperti sui business innovativi.

 

A portare ulteriormente al centro dell’attenzione questa pianta, ci hanno pensato i mesi del lockdown. Nel corso della quarantena imposta dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri per contenere il contagio da Coronavirus, gli ordini di cannabis light legale sono aumentati esponenzialmente. Complice il traffico praticamente nullo per le strade della nostra città, diverse realtà hanno dato vita a dei veri e propri servizi di delivery, in modo da recapitare nel minor tempo possibile i prodotti ai clienti.

 

Lo scenario della canapa economy comprende diverse realtà. Tra queste spiccano e-commerce che, seppur nati da poco, macinano tantissimi ordini ogni giorno. Qualche esempio? Giusto per citarne uno, chiamiamo in causa Cbdmania. Cbdmania è lo shop online di cannabis sativa legale in Italia che vende con numeri da capogiro: nato dall’iniziativa di due imprenditori torinesi, in pochi anni è cresciuto talmente tanto da essere riuscito, nell’arco di poco più di un mese, a raggiungere una fama di portata nazionale.

 

A cosa è dovuto il boom della cannabis light legale in Italia?

Come in tutti i casi in cui si ha a che fare con un successo che prende forma all’improvviso, anche quando si parla di cannabis light legale in Italia negli ultimi mesi bisogna soffermarsi su diversi fattori. Il primo riguarda gli effetti della pianta. Anche se la cannabis light legale non è una sostanza stupefacente, a seguito del suo consumo si può comunque apprezzare un piacevole effetto rilassante.

 

Attenzione: non si tratta di una strada da seguire nei casi in cui si vive un turbamento eccessivo. In questi frangenti – purtroppo comuni a tante persone visto l’impatto che l’emergenza sanitaria ed economica sta avendo sulle nostre vite – la cosa giusta da fare è rivolgersi a uno psicologo.

 

Proseguendo con i motivi dietro al successo degli e-commerce di cannabis legale, un aspetto sul quale bisogna soffermarsi riguarda la maggior consapevolezza dei consumatori. L’entrata in vigore della Legge 242/2016 si colloca in un periodo che ha visto tanti Paesi oltre all’Italia legalizzare la cannabis. Questi cambiamenti normativi hanno portato, di riflesso, a una maggior attenzione scientifica nei confronti delle proprie della pianta e, di riflesso, alla creazione di un’utenza molto più informata.

 

Le risorse per ottimizzare le conoscenze in merito alla cannabis light legale sono numerose. Tra queste è possibile citare non solo i database degli studi scientifici, ma anche i blog degli e-commerce, dove, attraverso articoli approfonditi ma divulgativi, si approfondiscono le proprietà della cannabis a basso contenuto di THC. Un punto che è doveroso citare quando la si chiama in causa riguarda il fatto che non ha proprietà mediche. Per quanto riguarda la cannabis con proprietà terapeutica, bisogna considerare un altro punto di riferimento normativo, risalente al 2006 e non al 2016.

La canapa economy ha dei numeri che vale la pena tenere sott’occhio nei prossimi mesi e che riguardano anche i coltivatori, che possono acquistare i semi online e, con poche centinaia di euro, iniziare quello che può diventare un hobby foriero di grandi soddisfazioni.

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