Commercio, in Sicilia proclamato lo sciopero per i prossimi festivi

sciopero commercio in Sicilia

Sciopero regionale del commercio in Sicilia nei prossimi festivi. Il 2 aprile, il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno a incrociare le braccia saranno i lavoratori del settore del commercio e della distribuzione cooperativa aderenti a Federdistribuzione, Confcommercio, Ancc Coop e Lega Coop. L’iniziativa ha come fine ultimo quello di “garantire a tutte le lavoratrici e ai lavoratori del settore di poter godere del diritto al riposo festivo nel rispetto delle festività civili e religiose del nostro Paese e nel rispetto di quei principi di integrazione e di inclusione di cui il nostro Paese è anche portatore”.

La comunicazione dello sciopero è a firma delle segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, guidati rispettivamente da Salvo Leonardi, Mimma Calabrò e Marianna Flauto. Nella nota si fa riferimento alle norme contrattuali che regolamentano la libertà individuale a dare o meno il consenso al lavoro nel festivo e si chiarisce che “da analisi di mercato e studi di settore emerge che la deregulation alle aperture domenicali e festive non ha prodotto come molti auspicavano né l’aumento dei consumi né dell’occupazione”. Secondo i sindacati “la liberalizzazione delle aperture dei negozi e dei centri commerciali del settore del commercio e della distribuzione cooperative nuoce solo ed esclusivamente a quei lavoratori coinvolti e alle loro famiglie che, indirettamente, subiscono tale indiscutibile violazione del diritto alla conciliazione dei tempi di vita e la voro”. I sindacati ricordano inoltre che “la discussione sul ddl sulla regolamentazione delle aperture nei festivi è ferma al Senato e nei prossimi giorni Filcams, Fisascat e Uiltucs proporranno alle segreterie nazionali una proposta di legge”.

Le tre sigle affermano che “la liberalizzazione invocata inizialmente quale rimedio alla crisi dei consumi ha soltanto prodotto effetti negativi sui temi dell’organizzazione del lavoro, degli orari, dei turni, delle flessibilità, avendo soltanto contribuito al peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti del settore in nome del profitto e del business, che hanno finito tra l’altro per svilire il valore vero del lavoro e della dignità dell’essere umano, considerato soltanto un numero e uno dei tanti fattori produttivi”. Intanto da domani sarà distribuito davanti ad alcuni centri commerciali e negozi del centro un volantino per sensibilizzare l’opinione pubblica agli eventuali disservizi che lo sciopero potrebbe arrecare. “Ci auguriamo che anche la clientela condivida con noi la bontà dell’iniziativa – dicono Leonardi, Calabrò e Flauto – e che sia solidale nel rispetto di tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori del settore i cui diritti oggi sono stati calpestati da una sfrenata deregulation che li costringe a turni massacranti e a sacrificare le loro famiglie nei momenti in cui si dovrebbe godere del riposo. Perchè è giusto garantire, anche a chi opera in questo settore, il sacrosanto diritto ai riposi festivi. Un Paese civile non può parlare di integrazione e inclusione solo teoricamente, ma tutti devono avere il sacrosanto diritto a godere delle festività religiose e civili”.

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