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Confapi Sicilia: modello ungherese per turismo e ristorazione

la proposta arriva da Dhebora Mirabelli, presidente Confapi Sicilia: “Albergatori, agriturismi e ristoranti al collasso in Sicilia come nel resto del mondo. Il governo regionale valuti rimborsi che portino almeno all’esenzione di due terzi dell’imposta sui salari per le imprese del settore. La riduzione del cuneo fiscale in vigore da luglio 2020 non è stata sufficiente, così come i ristori ad oggi erogati, a colmare le gravi perdite sostenute da questi imprenditori” .

fotoIntervista
Dhebora Mirabelli, presidente Confapi Sicilia

Il suggerimento di ispirarsi all’Ungheria arriva dal nostro ambasciatore per l’internazionalizzazione – Maurizio Sauli, già Presidente della Camera di Commercio Italia-Ungheria. Egli, comunica in una nota inviata questa mattina: “Il sostegno salariale che il governo ungherese offre ai lavoratori nei settori del turismo e della ristorazione è stato prorogato fino a marzo. L’annuncio è stato contestuale alla comunicazione della decisione di estendere le restrizioni pandemiche, che includono un coprifuoco serale e il divieto di cenare nei ristoranti fino al 15 marzo” – continua, “Qui il governo si è offerto di coprire più della metà dei salari lordi delle imprese che sono state colpite più duramente dalla pandemia in quanto ha rafforzato le restrizioni e introdotto un coprifuoco a partire da novembre. Il Governo ha esentato tali imprese dall’imposta sui salari, sovvenzionando effettivamente i due terzi dei costi del personale.” 

Più di 16.000 aziende ungheresi hanno richiesto oltre 41 miliardi di HUF, pari a circa 112 milioni di euro, del sostegno salariale per circa 115.000 dipendenti. Ad oggi circa il 95% di queste domande è stato accettato e il 99% delle sovvenzioni, circa 39 miliardi di HUF, pari a 107 milioni di euro, è stato concesso. 

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Confapi Sicilia facendosi portavoce delle istanze del comparto che pervengono sempre più numerose e preoccupate per future chiusure definitive, invita ad una risposta immediata e sostenibile. “Nessuna valutazione di merito, nessun adempimento e appesantimento burocratico. In questo caso non perdono solo gli imprenditori ma l’attrattività che da sempre ha contraddistinto la nostra isola: cultura e buon cibo sono un nostro patrimonio ineguagliabile, meritano più rispetto e attenzione con soluzioni chiare e immediate. Ne beneficerà l’intero indotto.”  Conclude all’unanimità la Giunta di Confapi Sicilia, riunitasi la scorsa settimana per ascoltare ristoratori della Province di Ragusa, Siracusa e Catania. 

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