giovedì, Dicembre 3
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Coronavirus, in Sicilia allarme dei proprietari di strutture extra ricettive

E’ maggio inoltrato ma le finestre di Villa Amare a Cefalù sono ancora chiuse. Con il Coronavirus “Tutte le prenotazioni che avevamo sono state cancellate” afferma il proprietario della struttura, e referente siciliano di Property Managers Italia, Adolfo Fiorini. “Le uniche rimaste sono due, una per agosto e una per settembre, fatte da italiani: persone che arriveranno in macchina, senza bisogno di prendere aerei”.
Tutti gli altri hanno spostato il soggiorno già fissato da mesi all’anno prossimo o addirittura hanno cancellato le vacanze a causa dell’epidemia da Coronavirus: così i due appartamenti da essere sold out sono passati a essere vuoti. “Le prenotazioni erano arrivate come ogni anno a dicembre e gennaio, i clienti soprattutto dall’estero prenotano in anticipo perché trovano le offerte di voli convenienti” racconta Fiorini.
 
“Qualche nuova richiesta di soggiorno sta arrivando nonostante il Coronavirus, ma sono richieste di utenti locali che cercano immobili per un mese intero, a prezzi diversi da quelli che di solito si fanno a settimana: è un tipo di utenza disordinata, più complicata da gestire, per questo non tutti i proprietari sono disponibili a questi affitti. Noi per esempio stiamo valutando, possiamo accettare solo se c’è un controllo ferreo delle persone che accedono alla struttura”. Come tutti i property manager italiani anche Fiorini è rimasto escluso da ogni misura a sostegno delle imprese turistiche prevista dal governo. “Aiuti dal governo e dalla Regione non ce ne sono. Il turismo della Sicilia negli ultimi anni ha avuto un incremento sul Pil esponenziale, quest’anno avremmo raggiunto livelli entusiasmanti”. A beneficiarne sarebbe stata tutta la filiera, dall’autonoleggio alla ristorazione, dai servizi alle gite organizzate, dai teatri alle guide. “Invece si è spento l’ interruttore, quest’isola quest’anno e probabilmente anche il prossimo anno, vedrà momenti bui” afferma Fiorini.
 
 
“Il turismo in appartamento o in strutture extra-ricettive negli ultimi anni ha visto un aumento esponenziale di gestori di tali strutture che oggi rappresentano più del 55% dell’intero comparto dell’hospitality in Italia” commenta il presidente di Property Managers Italia Stefano Bettanin. “Eppure non vengono considerati dal governo: è assurdo, vuol dire non aver capito come è cambiato il settore, come funziona la filiera del turismo”.

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