Design, la belga Serax sceglie la palermitana VueduFactory
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Design, la belga Serax sceglie la palermitana VueduFactory

Una galleria a disposizione del design. VueduFactory accoglie il noto marchio belga, Serax, nei suoi spazi polifunzionali per condividere idee e progetti comuni. Creatività, originalità, funzionalità e design innovativo . È lo spirito inventivo e fantasioso che anima la collaborazione tra Serax e Vuedu, presenti, all’ottava edizione di I-design, dal tema “Living in the Live”, curata da Daniela Brignone. Serax inside VueduFactory, è il titolo dell’evento che, dal 26 ottobre al 3 novembre, racconterà il connubio e le nuove iniziative delle due aziende leader nel settore del design.

Una partnership ideale, tra l’azienda belga di lifestyle, Serax, che sceglie il singolare store palermitano Vuedu, guidato dell’architetto e designer, Daniela Vinciguerra, per avviare un dialogo creativo con la città. Un sodalizio che, Serax e Vuedu hanno scelto di intraprendere con competenza, equilibrio e funzionalità nel rispetto per l’artigianato.Un laboratorio collettivo tra Serax, leader negli oggetti per la casa e d’arredo, e Vuedu, negli abiti femminili, insieme per garantire inventiva e originalità sul territorio palermitano. Così Vuedu ospita Serax nel suo spazio espositivo giocando con le parole “the design inside store”, per una collaborazione che sembra essere esistita da sempre.

L’incontro di Serax con VueduFactory

“È proprio durante una chiacchierata amichevole, che inizia la scoperta del mondo Serax, dell’inarrestabile ricerca nel campo del design dei fratelli Van de Bossche- spiega, Daniela Vinciguerra, art director della Vuedu factory- della loro passione e collaborazione con numerosi designer emergenti, provenienti dal Belgio e noti designer internazionali, come Marie Michielssen, Vincent Van Duysen, Paola Navone, Luca Trazzi e anche con il palermitano Antonino Sciortino”. Una multinazionale che nasce da una piccola realtà imprenditoriale, in un garage ad Anversa, in Belgio,e la cui storia ha avuto inizio nel 1986 quando i fratelli Serge e Axel Van Den Bossche decisero di fondare un’azienda insieme. L’azienda originariamente produceva vasi realizzati a mano, (il famoso “Vaso Cactus) ma la loro selezione di prodotti si è ingrandita mobili e oggetti d’arredo. VueduFactory , dedica, da oltre dieci anni, ampio spazio al design, alla moda e all’architettura degli interni.

“L’incontro con la Serax, durante una chiacchierata amichevole e affascinante sulla storia dell’impresa ad Anversa, sofisticata città d’arte- prosegue l’architetto Vinciguerra- nasce dal desiderio comune di crescere nel bello ma tuttavia accessibile a tutti. Il design è di casa da VueduFactory, e con il brand belga, ha così deciso di fare un’ulteriore regalo al capoluogo siciliano. VueduFactory non dimentica la sua filosofia e le parole, ancora attuali dopo 12 anni dalla sua apertura, prese in prestito da Andy Warhol quando parla del suo favoloso laboratorio collettivo degli anni 60, la Silver factory : “…quando qualcuno passa da casa tua, fagli trovare l’uscio aperto e invitalo per un te, diventate amici e poi lavorate insieme”. Serax inside VueduFactory, è uno degli appuntamenti, (dal 26 ottobre alle 19), del percorso di “I-Design 2019”, che quest’anno sceglie come tema “Living the life”, vivere la vita , con l’assoluta centralità dell’individuo nel design, in qualità di fruitore, progettista e produttore, ispirandosi al colore Pantone dell’anno 2019, il living coral, sinonimo di leggerezza, gioiosità, vivacità cromatica e socievolezza. Un inno, un invito a godere della vita, con attenzione particolare all’individuo al suo ruolo nel mondo oltre che all’ambiente. Diverse le sedi della città coinvolte all’evento Artistico-Culturale, “I-Design 2019”, patrocinato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e dal Comune di Palermo.

Un’ottava edizione, che si inaugura venerdì, 25 ottobre, con diverse mostre allestite fino al 3 novembre a ingresso libero. Presso lo Spazio Centotré, (alle 19) la mostra “Una goccia d’inchiostro, un milione di parole e note”, a cura di Maria Gabriella Pantalena, riunisce antichi calamai provenienti da una collezione privata e anche i preziosi e affascinanti gioielli del designer canadese Alexander Blackwood e le mises en place del ragusano Peppino Lopez , realizzati con temi e materiali provenienti dalla Sicilia. Allo Spazio Sintesi( alle 19), in un’affascinante location, il nuovo lavoro di Rosa Vetrano, “ Ctre”, una chaise longue-tavolo-fonte luminosa, oggetto trasformabile e polifunzionale; le opere di Luciano Gaglio, artista palermitano trapiantato a Torino, a metà tra arte e design: costruzioni geometriche nei quali inserisce fili d’acciaio, perni e fonti luminose che ne esaltano la dimensione minimalista; l’ultima produzione grafica dell’azienda palermitana Alias. Spazio Sintesi, inoltre, ospiterà la mostra “A Journey from art to textile and back” un esperimento di co-creazione tra artisti palermitani, pratesi e aziende tessili, volto a realizzare opere che integrano vari campi dell’arte visiva con la tecnologie e la produzione. Al Museo Riso, invece, sarà data particolare attenzione al packaging, un tema poco trattato e che sarà oggetto anche di una tavola rotonda. E sempre al packaging è stato dedicato il progetto a tema sociale promosso dal Laboratorio di design di prodotto e di comunicazione, docente Angelo Pantina, i cui studenti hanno elaborato proposte di packaging per la pasta Ucciardone in vista di una eventuale produzione industriale.

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