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Export: inversione di tendenza per la Sicilia nel 2017 grazie al petrolio



Le esportazioni della Sicilia, pari a 7 miliardi di euro nel 2016, sono drasticamente diminuite (-17,3%) rispetto all’anno precedente; un dato in netto contrasto rispetto alla media nazionale (+1,2%). La quota della regione sull’export nazionale passa quindi dal 2,1% nel 2015 all’1,7% nel 2016. Anche dal lato delle importazioni la dinamica fortemente negativa della Sicilia (-14,6%) contrasta con la media nazionale (-1,3%). E’ evidente il peso dell’andamento del mercato del petrolio.

Nel primo trimestre del 2017, si è assistito ad un’inversione di tendenza rispetto all’andamento negativo che ha caratterizzato il 2016: sia le esportazioni che le importazioni hanno ripreso a crescere, registrando variazioni tendenziali positive del +37,6% e +62,7% rispettivamente.
Il contributo alla crescita dell’export è pervenuto, in ordine, dal comparto derivati del petrolio (+60,5%), dai prodotti chimici di base (+94,2%) e dagli altri prodotti chimici (+35,9%). Negative invece, nei primi mesi del 2017, le vendite di componenti elettronici (-16,9%) e prodotti di colture permanenti (-10,5%).

Con riferimento ai principali mercati di sbocco, nel 2016 l’UE si è confermata ancora la principale area di destinazione delle esportazioni siciliane, nonostante un leggero calo dei flussi (-3,5%).
Si registra inoltre una contrazione degli scambi con tutti i principali partner commerciali: le esportazioni registrano segno negativo in Francia (-9,0%), Turchia (-53,6%) e nel mercato statunitense (-1,1%). Aumentano invece le vendite in Spagna (+19,5%) e Germania (+1,3%).

A livello settoriale, le vendite di derivati del petrolio, che predominano sulle esportazioni siciliane afferendo circa 3,8 miliardi dei 7 complessivi, sono risultate in netto calo rispetto all’anno precedente (-25,7%). Anche i prodotti chimici hanno subito una flessione delle vendite (-26,1%), così come il comparto dei componenti elettronici (-45,9%). Buoni, invece, i risultati di vendita di medicinali e preparati farmaceutici (+33,9%), prodotti della siderurgia (+40,3%) e prodotti di colture permanenti (+13,2%).

Per quanto concerne i servizi, il valore delle vendite all’estero realizzate dalla Sicilia nel 2016 si è attestato intorno agli 1,4 miliardi di euro, in diminuzione del 14,5% rispetto all’anno precedente.

Gli operatori all’esportazione residenti in Sicilia nel 2016 sono stati pari a 4.492 unità (il 2,1% del totale nazionale), con un valore medio esportato per operatore di poco superiore a 1,5 milioni di euro.

Con riferimento alle singole province, nel 2016 si è osservato un andamento disomogeneo nella dinamica delle vendite all’estero: aumenti dei valori importati si sono registrati per le province di Palermo, Agrigento ed Enna. Per le altre province, invece, le esportazioni hanno subito una contrazione rispetto al 2015.  La provincia di Siracusa, che da sola rappresenta il 56% delle esportazioni complessive regionali, ha visto diminuire le vendite nei mercati esteri del 25,0% nel corso del 2016.

Dai dati presentati nel XXXI Rapporto ICE 2016-2017 “L’Italia nell’economia internazionale” emerge che nel 2016 le esportazioni italiane di merci sono cresciute dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente. La crescita è stata trainata dal mercato europeo (+3,1%), mentre è diminuito il commercio verso i paesi extra UE (-1,2%). La quota delle esportazioni italiane sul totale mondiale è leggermente aumentata, passando dal 2,8 al 2,9 per cento, mentre la quota sulle esportazioni dell’Area dell’euro è rimasta invariata (11,1%). Anche per le importazioni si è registrato un andamento opposto fra il mercato comunitario (+1,8%) e i paesi extra UE (-5,8%), portando a una complessiva diminuzione rispetto al 2015 dell’1,3 per cento. Nei primi sei mesi del 2017,invece, si registra un forte incremento delle esportazioni (+8% rispetto allo stesso periodo del 2016), aumento che interessa sia il mercato comunitario (+7,2%), ma in misura maggiore quello extra UE (+9,1%). Nello stesso periodo si riscontra anche il consistente incremento delle importazioni (+11,3%).

Nel 2016 i conti con l’estero dell’Italia sono migliorati per il quinto anno consecutivo. Il surplus corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un nuovo ampliamento, raggiungendo il 2,6 per cento del Pil. Tale risultato è frutto principalmente del miglioramento nelle ragioni di scambio dovuto al calo dei prezzi delle materie prime, e del passaggio in surplus dei redditi primari generato dalla marcata riduzione del deficit dei redditi da capitale.

Il numero degli esportatori italiani ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo pari a 215.000 operatori. Sono saliti anche il valore medio delle esportazioni per operatore e il numero medio di mercati serviti.

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