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Fincantieri, a Palermo il polo cantieristico mediterraneo



L’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale (AdSP) e Fincantieri hanno firmato un protocollo d’intesa per il rilancio in piena sintonia del polo della cantieristica navale nel porto di Palermo, alla base del quale vi è l’obiettivo condiviso di permettere al sito siciliano di affermarsi come uno dei più importanti del Mediterraneo.

L’accordo, destinato a rivoluzionare l’assetto, anche infrastrutturale oltre che operativo, dell’intero bacino portuale di Palermo, prevede la concentrazione di tutta l’attività cantieristica industriale, attraverso la realizzazione di diverse opere infrastrutturali, fra cui spicca il completamento del bacino di carenaggio da 150.000 tonnellate di portata lorda e la realizzazione di una banchina di 300 metri di lunghezza nell’area nord del porto (Acquasanta).

L’AdSP e Fincantieri si adopereranno per trasformare questa intesa in accordo di programma quadro da sottoscrivere alla presidenza del Consiglio dei ministri.

“Il nostro obiettivo – afferma Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale – è quello di ridare a Palermo un ruolo di primo piano nel mercato cantieristico mondiale, creando un polo in grado di generare occupazione di qualità e di dare ai giovani della Sicilia una prospettiva per il futuro di cui essere consci e orgogliosi”.

Potrebbe dunque sbloccarsi in pochi mesi la vicenda della realizzazione del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate. E’ questo l’esito della riunione sul futuro di Fincantieri Palermo, alla quale hanno preso parte oggi i sindacati, Fim Fiom e Uilm e l’Autorità portuale. “Questo protocollo – spiegano Antonio Nobile segretario provinciale Fim CIsl Palermo Trapani e Nino Clemente responsabile della cantieristica navale della Fim – entro il mese di marzo, ed è questo l’impegno assunto da Fincantieri al tavolo, sarà trasformato in un accordo di programma per la realizzazione del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate e che dovrà essere sottoposto alla firma della Presidenza del Consiglio di Ministri”. “Non ci sarà quindi, ci hanno assicurato nessun depauperamento del cantiere navale di Palermo ma un estensione degli spazi produttivi verso Nord”.

“E’ chiaro – continuano .- che abbiamo chiesto tempi certi per la costruzione dell’opera che darebbe a Fincantieri Palermo un ruolo importante nel mercato internazionale facendogli recuperare la mission di costruttore di navi oltre che quella legata alla riparazione”. Intanto, per i prossimi tre anni confermati investimenti e carichi con le commesse già acquisite che daranno lavoro e tutti gli operai del cantiere e dell’indotto, con un milione e 300 mila ore per quest’anno, un milione e 200 per il prossimo e un milione per il 2021. “Valutiamo positivmente gli impegni assunti oggi dall’azienda – conclude Leonardo La Piana segretario Cisl Palermo Trapani – , ovviamente i tempi sono fondamentali, dato che da anni si parla del progetto di realizzazione del bacino da 150 mila tonnellate, finito ostaggio di vari intoppi e ritardi burocratici, e che potrebbe rilanciare lo sviluppo di Fincantieri Palermo. Insieme alla Federazione dei metalmeccanici della Cisl presseremo le istituzioni affinché l’accordo di programma venga firmato presto, affinché si accelerino i tempi per la gara e l’avvio dei lavori, tutto per valorizzare le grandi professionalità del cantiere aprendolo a nuovi mercati”.

“Oggi è stato fatto decisamente un passo avanti nella direzione del rilancio dello stabilimento Fincantieri di Palermo”. Lo dichiarano Angela Biondi e Francesco Foti, segretari  Fiom Cgil Palermo, dopo l’incontro che si è svolto oggi pomeriggio  tra le organizzazioni sindacali, Fincantieri nazionale, la direzione di stabilimento, insieme al presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale.

Al tavolo è stata data informazione del protocollo firmato lo scorso 28 dicembre tra l’Autorità di sistema portuale e Fincantieri,  che sancisce know how e  nuova funzione  dello stabilimento palermitano,  con la realizzazione di nuove aree date in concessione a Fincantieri (lato porticciolo Acquasanta) e  l’ampliamento della diga Acquasanta, che raggiungerà la superficie di 3 mila  mq.

Vengono inoltre confermati gli investimenti previsti da Fincantieri di 20 milioni di euro per il 2019/2020,  ai quali si aggiungeranno quelli propedeutici per le nuove aree che l’autorità sta concedendo a Fincantieri per adibirle ad  aree industriali. Confermate la concessione delle aree a Fincantieri dell’officina tubisti, meccanica e del bacino in muratura da 19mila  tonnellate (bacino borbonico). Le aree che il porto sta riacquisendo invece  sono il molo pontili e la palazzina molo nord. Una delle due gru presente in queste aree rimarrà in dotazione a Fincantieri.

Per quanto riguarda il bacino da 150mila tonnellate,  è in corso di stesura l’accordo di programma che verrà presentato entro il mese di marzo alla presidenza del Consiglio dei ministri per la sottoscrizione e il conseguente finanziamento delle somme necessarie al completamento dell’opera.  I carichi di lavoro  per il triennio 2019/2021 si attesteranno a un milione di ore di lavoro annue che satureranno oltre che i lavoratori diretti anche l’indotto.

“Il protocollo sottoscritto tra l’Autorità di sistema portuale di Palermo e Fincantieri è decisamente un passo avanti e va nella direzione di un rilancio vero dello stabilimento,  che comprende investimenti per dare vita a tutta le  mission, compresa quella delle costruzioni di navi intere – dichiarano Angela Biondi e Francesco Foti, segretari Fiom Cgil Palermo insieme al coordinatore delle Rsu Fiom di stabilimento Serafino Biondo –  Questo è ciò che da anni rivendichiamo. Ora tocca al governo concretizzare il progetto, secondo gli impegni assunti dal vice premier Luigi Di Maio in occasione dell’incontro avuto presso il cantiere di Palermo nel mese di novembre”.

In quell’occasione Di Maio si era impegnato a convocare entro il mese di dicembre il tavolo per la definizione dell’accordo di programma fra tutti i soggetti interessati, compresa la Regione siciliana e il Comune di Palermo. “La Regione – aggiunge la Fiom – deve anche dire cosa intende fare riguardo alle somme stanziate per il refitting e la costruzione di nuovi traghetti. La nostra ferma richiesta è che tali attività rimangano nel territorio perché occasione di sviluppo e occupazione per le tante professionalità locali.”

Al tavolo è emerso anche  il dato, “paradossale per l’economia di un’Isola”,  che la Regione siciliana non ha destinato nemmeno una parte dei fondi FERS all’economia del mare  e la Fiom ha anche registrato l’assenza di notizie sul finanziamento del rifacimento dei bacini galleggianti, oggi in stato di abbandono, che causano un serio pericolo per il porto. Il presidente Monti, a tal proposito, ha comunicato di avere messo in mora la Regione per il loro  spostamento.

“Sui bacini non abbiamo ancora nessuna notizia – aggiungono Angela Biondi, Francesco Foti e Sarfino Biondo –  Stiamo valutando anche la possibilità di fare un esposto agli organi competenti rispetto agli argomenti più volte segnalati e sui quali non è giunta ad alcuna risposta. Rimane aperta la questione delle aree limitrofe al cantiere (Manifattura tabacchi) di proprietà Fintecna, visto che ai tempi della giunta Cammarata si voleva destinare la zona ad aree per recezione turistico-alberghiera e soltanto grazie agli scioperi dei lavoratori si è impedito che ciò avvenisse. Chiederemo al sindaco Orlando, che ha sostenuto le nostre ragioni bloccando il progetto, un incontro su queste aree”.

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