Fondi Ue del Psr non erogati, decine di agricoltori si rivolgono al Tar
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Fondi Ue del Psr non erogati, decine di agricoltori si rivolgono al Tar

Last updated on 29 Agosto 2019

L’Europa stanzia fondi per la salvaguardia delle risorse: acqua, suolo, aria e biodiversità attraverso l’adozione di specifiche ed idonee pratiche agricole e tecniche di gestione aziendale, programmate secondo le criticità e vulnerabilità del territorio regionale.
In particolare, la misura aveva ad oggetto la “conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti”. Grazie a tale conversione, difatti, si stimano benefici per l’ambiente, il clima e l’intero ecosistema.

Gli agricoltori siciliani si adeguano, ma gli stanziamenti non arrivano. O meglio, i fondi prima vengono promessi e poi negati. Oltre un milione e mezzo su 5, non verranno utilizzati dal nostro Assessorato.
“L’unico requisito necessario ai fini della partecipazione alla procedura”, spiegano gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che hanno difeso alcune decine di agricoltori lesi dalla decisione regionale, “prevedeva la conversione, a carico dei candidati, dei loro terreni secondo le condizioni previste dal bando e per mezzo delle proprie risorse economiche. Solo in un secondo momento, una volta ammessi definitivamente alla procedura e dopo aver superato i controlli predisposti, sarebbero state compensate le spese da questi anticipate”. Proprio confidando sul chiaro disposto del bando e dei Regolamenti comunitari i nostri agricoltori provvedevano ad ingenti investimenti volti a convertire i loro terreni agricoli e seminativi in pascoli.

Il bando, difatti, non imponeva alcun requisito ai fini della distribuzione dei finanziamenti europei, se non una mera preferenza in capo a quelle aziende c.d. “prioritarie” dallo stesso bando. Detti soggetti godevano solo di una prelazione per la distribuzione dei premi, e dunque, eventuali somme residue dovevano poi essere distribuite fra i soggetti vincitori non considerati prioritari.
Ecco perchè, spiegano gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, titolari dello studio legale “Bonetti&Delia”, decine di agricoltori, che” frattanto avevano convertito i propri terreni (con ingenti investimenti), superato i controlli frattanto eseguiti dall’Assessorato e comunque presenti in graduatoria con la relativa indicazione del premio spettante, dopo oltre tre anni da tali investimenti, del tutto inaspettatamente si sono visti negare i benefici”.
L’Assessorato, difatti, ha attribuito i premi solo ai soggetti indicati con priorità escludendo gli altri nonostante la capienza del finanziamento europeo.

A seguito delle numerose segnalazioni raccolte, circa errori riscontrati in molteplici fasi della procedura regionale su questi fondi Ue, lo studio legale “Bonetti&Delia” è stato il primo a promuovere il ricorso al T.A.R. Palermo, avverso il pregiudizio apportato alla posizione dei concorrenti della procedura, da parte della Regione Siciliana. Chi non ha agito può ancora farlo con ricorso straordinario al fine di consentire a tutti coloro che sono stati illegittimamente esclusi dalla fase di distribuzione delle risorse messe a disposizione dal bando, di far valere i propri diritti.
Il bando di riferimento, per i più esperti, è “RG.UE 1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020”, e recante le disposizioni concernenti la MISURA 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”, la Sottomisura 10.1 “Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali” ed in particolare l’Operazione 10.1.c “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti” della Regione Siciliana, molti candidati non inseriti nello stesso elenco hanno riscontrato irregolarità della procedura.

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