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Palermo, Gonzaga: lavoratori da domani in sciopero della fame



Palermo -I lavoratori ingiustamente licenziati del Cei, che dal giorno 9 presidiano i cancelli dell’Istituto scolastico Gonzaga, da domani 19 gennaio effettueranno lo sciopero della fame. Un volantinaggio per parlare con i genitori si terrà domani alle ore 17 nel corso dell’Infodays del Gonzaga, in cui sarà presentata l’offerta formativa della scuola al pubblico. “Chiediamo solidarietà a voi genitori”, comincia così il testo del volantino che sarà distribuito domani. “Siamo i lavoratori licenziati dal Gonzaga dopo in media più di 20 anni di servizio di assistenza, pulizia, giardinaggio svolto con dedizione e professionalità. Paghiamo il prezzo di una logica aziendalistica finalizzata al risparmio. Ci licenziano in massa per risparmiare sul costo del lavoro, lasciando noi e le nostre famiglie senza la dignità di un’occupazione e senza la certezza di uno stipendio a fine mese. Sono questi i valori cristiani? Da oggi noi iniziamo lo sciopero della fame”.

E intanto viene chiesto ai docenti in servizio del Gonzaga di sottoscrivere una trasformazione del proprio rapporto di lavoro in part-time con la riduzione del 5 per cento del salario e del tempo di lavoro, con relativa decurtazione di tutti gli altri istituti retributivi, sia diretti che indiretti. La Flc Cgil e la Uil Scuola hanno inviato una diffida, al legale rappresentante dell’istituto Gonzaga e al presidente dell’Agidae, chiedendo di ripristinare le ore previste dal contratto nazionale, sia per il personale docente che per il personale Ata. “Con forza continuiamo a chiedere la revoca dei licenziamenti e le assunzioni con il ripristino del contratto Agidae. I contratti vanno rispettati”, dichiarano la segretaria Flc Cgil Franca Giannola e il segretario Uil Scuola regionale e provinciale Claudio Parasporo.
Se il Gonzaga ha intenzione adesso di perseguire la strada dell’esternalizzazione dei servizi con l’assunzione di parte del personale Ata attraverso una cooperativa, filtra la notizia della a riapertura delle Ancelle: sono in corso le iscrizioni per il nuovo anno. Si profilano assunzioni di personale nuovo: solo un lavoratore, tra i licenziati, sarebbe stato riassunto. “Non c’è da stupirsi se i lavoratori si sentono presi in giro, vedendo questi movimenti poco chiari – dichiarano Giannola e Parasporo – Anche il mondo della Chiesa licenzia per riassumere altro personale, più giovane, per applicare i contratti a tutele crescenti e le agevolazioni che non si possono applicare ai più anziani? Non ci saremmo mai aspettati una modalità del genere di gestione della crisi, che apre le porte alla precarizzazione dei rapporti di lavoro. Utilizzare questi trucchi è paradossale. Se questa è la strada scelta, resterebbe escluso dalle assunzioni il personale della scuola, che ha una anzianità di servizio che va dagli 8 ai 35 anni, con una età compresa tra i 44 ed i 64 anni di età”.
Già con la fusione nel Cei di Gonzaga e Ancelle, dal 2013, erano stati applicati i contratti di difensivi di solidarietà con la riduzione del salario e del tempo di lavoro del 20 per cento fino al 31 dicembre 2014, con l’obiettivo del risanamento dell’azienda. A seguito degli incontri all’ufficio provinciale del lavoro, si stipula un accordo con la riduzione del 19 per cento dello stipendio e del tempo di lavoro. “In totale, la loro proposta prevedeva la riduzione del 34 per cento, ovvero di un terzo dello stipendio. Inaccettabile”. A fronte di una indisponibilità di parte di lavoratori di vedere ridotta la loro busta paga a circa 800 euro, sono arrivati i licenziamenti.

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