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Sicilia, Cna compie 70 anni e punta su innovazione e startup



PALERMO – Le piccole e medie imprese sono “una delle poche e concrete risorse disponibili su cui la Sicilia possa contare. Per questo bisogna sostenerle e non lasciarle morire di una lenta agonia”. Domani Cna Sicilia compie 70 anni, e il segretario Mario Filippello snocciola dati che danno speranza: “Siamo l’unica organizzazione che è riuscita a riprendersi negli ultimi due anni, registrando nel 2015 il più alto numero di iscritti in Italia, 3.892 associati, in gran parte nuove imprese”.

Tutte start-up e realtà emerse negli ultimi anni, complice anche “la fine dell’epoca della spesa pubblica che ha costretto le persone ad ingegnarsi”, che operano nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dell’high tech e delle nuove
tecnologie.
   Domani, nell’assemblea convocata al San Paolo Palace Hotel di Palermo, Cna Sicilia ne premierà nove (una per provincia), ma tributerà anche altrettanti riconoscimenti a metalmeccanici, edili, artigiani che dal dopoguerra a oggi hanno creato realtà produttive importanti, alcune delle quali ancora attive, che hanno fatto la storia dell’organizzazione siciliana. Un modo per tracciare un ponte fra passato e futuro e dare il segno di una Sicilia dinamica, “al di là dei piagnistei”. Attenzione, tiene a precisare Filippello, la situazione è ancora drammatica: “Il modello di sviluppo siciliano è entrato in crisi perché si basava sulla grande impresa che veniva da fuori, come la Fiat, che dagli anni ’50 ai ’70 ha per gran parte risposto alla domanda occupazionale. Poi quella stagione è finita e si è inaugurata quella della falsificazione dei bilanci, che oggi fortunatamente non è più possibile”.
Per non dimenticare il “Moloch” della Regione Sicilia, “la più grande azienda d’Europa”, che con i suoi 21 miliardi di bilancio “mantiene 146 mila famiglie fra precari, dipendenti pubblici, forestali, formazione, addetti alla Sanita’”. Oggi però è possibile porre rimedio, prosegue il segretario, privilegiando con “scelte oculate” le Pmi del territorio rispetto alla grande impresa e alle multinazionali, per cui mancano in Sicilia le condizioni per investire, soprattutto in termini di infrastrutture. Le risorse non mancherebbero: “Ci sono gli 8 miliardi dei fondi strutturali europei e la grande occasione rappresentata dalla chiusura del contenzioso Stato-Regione, che permetterà da quest’anno di avere 1 miliardo 500 mila euro in più a disposizione. Si usino queste risorse, anziché dilapidarle in vista della campagna elettorale”, ammonisce. Nei desiderata della Cna per artigiani e piccoli imprenditori siciliani rientrano i fondi di rotazione per il credito e il credito agevolato, “privilegiando start-up e innovazione”, sostegno all’occupazione, facendo leva sul Fondo sociale europeo per favorire l’ingresso dei giovani sul mercato del lavoro e ultimo, ma fondamentale, il tema della viabilità e delle infrastrutture, da sempre problematico per la Sicilia.
  Ad alcuni di questi nodi risponde in parte la nuova legge di bilancio, dice Filippello: “Finalmente si parla di investimenti, di misure come il credito d’imposta per le assunzioni per le imprese del meridione e di un, seppur timidissimo, processo di diminuzione della pressione fiscale, anche se bisogna allungare i tempi per permettere alle imprese di mettersi in regola”.
Saranno alcuni dei temi che domani la Cna Sicilia affronterà per festeggiare i suoi primi settant’anni. “Settant’anni di storia fatta da un gruppo di artigiani che nel ’46 si misero insieme per dare rappresentanza a questo straordinario potenziale”, dice il presidente di Cna Sicilia Giuseppe Cascone, che vuole lanciare un messaggio positivo: “Quest’anno abbiamo avuto un incremento turistico non perché la politica sia stata brava, ma perche’ abbiamo una terra meravigliosa, piena di sole, arti e buon cibo. Abbiamo tre aeroporti, campi da golf, e nonostante questo chi vuole investire in Sicilia a causa della burocrazia impiega tre anni a completare un progetto. Dobbiamo voler bene alla nostra terra e andare
avanti. Tutti insieme ce la faremo”.
 Invitati alla festa dell’associazione, domani, anche il sottosegretario Davide Faraone, Giancarlo Cancellieri del Movimento 5 stelle siciliano e il presidente della commissione Attività produttive Giuseppe Laccoto.

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