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Una proposta per lo scalo del Mela, già bocciata da tecnici ed esperti



Il sogno di un aeroporto sotto casa è sempre vivo tra i siciliani. Nonostante due aeroporti su quattro tirino a campare nell’Isola con Comiso e Trapani in difficoltà, Matilde Siracusano, parlamentare messinese di Forza Italia, chiede il quinto. Da realizzare nella provincia di provenienza, tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Una proposta che è già bocciata da tecnici e economisti, prima ancora che dalla politica. Questo quanto riporta l’ultimo numero in edicola di Milano Finanza Sicilia. La deputata azzurra chiede la realizzazione di un’aerostazione di “interesse nazionale tra Milazzo e Barcellona, scelta necessaria per garantire la continuità”. A stroncare sul nascere questa ipotesi, l’economista Michele Limosani e l’esperto di trasporti e fondi SIE Giacomo Guglielmo. Ci sono tre aspetti che Limosani, docente dell’università di Messina e componente la Commissione Strategica Regionale Sicilia 2030, mette in evidenza. “le caratteristiche della domanda di trasporto aereo nella Città Metropolitana di Messina, la capacità delle strutture aeroportuali esistenti di offrire servizi adeguati e l’opportunità di realizzare nuovi interventi infrastrutturali per potenziare l’offerta esistente”. Secondo Limosani “considerato che la Città Metropolitana di Messina si colloca agli ultimi posti tra le ex Province italiane per la scarsa propensione all’esportazione (3% circa dell’export totale), i flussi merceologici non avranno un peso consistente nella domanda di trasporto aereo. Se poi assumiamo che il rapporto tra passeggeri e popolazione in Italia (0,86) costituisca una proxy del tasso di fruizione del trasporto aereo, allora il numero di cittadini fruitori del mezzo aereo può essere stimato intorno a 500.000 passeggeri annui. Stime cautelative basate sulla presenza turistica nella nostra provincia, infine, indicano un numero di passeggeri movimentati per anno pari a 1.200.000. A grandi numeri, quindi, la domanda di trasporto aereo annuale sarebbe pari a 1.700.000 passeggeri”. A bocciare la proposta della Siracusano anche i dati relativi ai viaggi aerei dei messinesi, che nel 90% dei casi scelgono l’aeroporto catanese, nonostante i numerosi disagi da superare per raggiungerlo. Tornando all’ipotesi dell’aerostazione messinese, Limosani sottolinea che “a parte i problemi di sicurezza e di natura tecnica-ambientale, è noto che un city airport deve registrare almeno 1.200.000 passeggeri l’anno per produrre risultati di gestione in pareggio. Ora, se consideriamo che una parte del bacino potenziale di utenza messinese continuerà comunque a preferire l’hub internazionale di Catania, un aeroporto di interesse nazionale situato tra Milazzo e Barcellona non appare dunque né un investimento strategico né sostenibile”.  “Realizzare il quinto aeroporto in Sicilia”, spiega Guglielmo, “dopo che due, Trapani e Comiso, soffrono di sottodimensionamento e sapendo che sotto i 3 milioni di passeggeri sono le compagnie a dettare legge e persino a chiedere fondi pubblici, indebitando ulteriormente le già magre casse degli enti locali, è inaccettabile. L’aeroporto del Mela è inutile se si realizzano il ponte e linee veloci per gli aeroporti di Reggio Calabria, Palermo e Catania ed è indispensabile solo in caso di guerra tra polli di manzoniana memoria di Catania, Palermo e Messina che, a questo punto, vuole la propria parte di ossa”. Bocciata dagli esperti, però, la proposta continua a fare discutere i politici. “La Provincia di Messina è l’area territoriale che da sempre fa registrare la più alta percentuale di turisti e visitatori dell’intera regione siciliana e se vogliamo puntare veramente in Sicilia sul turismo non si può prescindere da infrastrutture come aeroporti, porti e ponte sullo stretto. Sviluppare ancor di più questo flusso è l’unica grande motivazione di questo aeroporto”, dice Pino Galluzzo, deputato regionale di Diventerà Bellissima, il movimento del presidente Nello Musumeci. “L’opera”, continua, “è prevista dal Piano Territoriale Provinciale – strumento di pianificazione urbanistica della Città Metropolitana – questa è inserita, con un progetto preliminare, nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche della stessa Città Metropolitana e tutto questo grazie anche al sottoscritto, visto che da sempre ne sono uno dei principali promotori. Rispetto il prof. Limosani, ma se Messina e la sua area metropolitana continuano a promuovere sempre il no a tutto daremo ragione a quei cittadini stanchi e delusi che non credono più in niente men che meno nello sviluppo economico e sociale del territorio”.

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