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Zona industriale e Zona economica speciale, Confindustria Catania: “Si passi dalle parole ai fatti”



Misure per l’attrattività del territorio e lo sviluppo delle imprese; immediata riqualificazione dell’area industriale di Catania; avvio della Zona economica speciale del Sud-Est per il rilancio degli investimenti. Per gli imprenditori catanesi sono queste le azioni che il Governo regionale deve mettere in campo subito per non condannare il territorio al depauperamento industriale a vantaggio di aree più concorrenziali. L’appello è stato lanciato oggi nella sede di Confindustria Catania dal presidente Antonello Biriaco nel corso di un incontro con l’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano.
“Alla Sicilia serve una terapia d’urto con interventi forti e urgenti”- ha detto Biriaco – a cominciare proprio dalle zone industriali, cuore dello sviluppo produttivo dell’Isola. Solo nell’area di Pantano d’Arci, oltre 400 imprese, che danno lavoro a circa 15 mila persone, producono il maggior valore aggiunto per l’economia catanese e contribuiscono a generare una quota rilevante del gettito fiscale.

“Da qui – ha affermato il leader degli industriali catanesi – piccole e grandi realtà imprenditoriali competono ed esportano in tutto il mondo, portano avanti progetti fatti di qualità, innovazione e alta ricerca tecnologica e non agiscono al riparo della mano pubblica ma vivono di mercato. Un patrimonio, questo, messo in forte discussione dal degrado della nostra area industriale, che rischia di far fuggire investitori e far sfumare migliaia di posti di lavoro”.
Cosa chiedono le imprese? Un immediato cambio di rotta sulla governance delle ex Asi per superare il garbuglio di competenze e contenziosi che intrappolano sviluppo e investimenti, come si sottolinea in un documento consegnato all’assessore Turano. “L’esperienza Irsap – ha proseguito Biriaco – ente che avrebbe dovuto garantire un’ amministrazione più snella ed efficace dei comprensori industriali è stata fallimentare. La precarietà della situazione finanziaria, unitamente alla pesante eredità lasciata dai vecchi consorzi Asi posti in liquidazione, ne ha di fatto paralizzato le attività. Per questo la gestione delle aree deve ritornare ai territori”.

Un capitolo, quello dello sviluppo, che passa dagli investimenti pubblici nelle infrastrutture e dall’avvio delle Zone economiche speciali, strumenti introdotti dalla legge 123/2017 per rilanciare la competitività delle aree portuali con incentivi fiscali, finanziari e semplificazioni amministrative.
“Non pensiamo alla Zes solo in funzione dello sviluppo portuale – ha precisato Biriaco – perché, come è stato già fatto in Campania, le aree oggetto di agevolazione possono estendersi all’ aeroporto, all’interporto, all’area industriale. Non cogliere subito l’opportunità offerta da questo strumento significa rinunciare a riequilibrare lo svantaggio strutturale della Sicilia. Bisogna lavorare in sinergia e varare al più presto un piano strategico”.
Da parte sua, l’assessore Turano ha assicurato la massima collaborazione del Governo regionale: “Sono convinto – ha detto – che sia giunto il momento di costruire un percorso condiviso per fare quelle scelte importanti e non più rinviabili per lo sviluppo della nostra Regione. L’obiettivo del raggiungimento dei target di spesa per i fondi Ue ha fortemente condizionato l’agenda di governo nel primo anno di attività. Grazie alla determinazione del presidente Musumeci abbiamo vinto questa scommessa e adesso siamo in grado di aprire una nuova fase, quella della programmazione degli interventi”.

“Se oggi sono qui con gli industriali catanesi è perché credo che si possa partire facendo scelte condivise a cominciare proprio dalla zona industriale che sconta un vergognoso abbandono di oltre dieci anni. Io sono del parere che serva una riqualificazione complessiva che deve avvenire però ascoltando il territorio e le realtà produttive”.
“Lo stesso percorso va seguito per costruire le Zes. Il presidente Musumeci ha istituito una cabina di regia che ha proprio il compito di creare questa condivisione dei dati e delle indicazioni che vengono dai territori interessati. L’obiettivo è di realizzare delle Zes coerenti e funzionali allo sviluppo dell’Isola senza avere la pretesa che siano la soluzione a tutti i nostri problemi”.
Per Giuseppe Arcidiacono, assessore comunale con delega alla Zona Industriale, che ha fatto il punto sullo stato dell’arte dei progetti previsti dal Patto per Catania, la riqualificazione dell’area è un obiettivo prioritario dell’amministrazione guidata dal sindaco Salvo Pogliese che vuole dare risposte concrete agli investitori. Lotta al dissesto idrogeologico, con 48 milioni di euro disponibili grazie alla piattaforma “Rendis”, avvio dei lavori per l’illuminazione delle strade e ripristino degli impianti di video-sorveglianza sono alcuni degli interventi già in itinere.

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