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A Scicli Teruar, la prima fiera del vino etico: intervista a Giuseppe Fiorilla

Dal 17 al 20 maggio Scicli, città patrimonio Unesco della provincia di Ragusa, ospiterà Teruar, la prima Fiera del Vino Etico della Sicilia Sud Orientale. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Arsura-Sete Etica, ha come obiettivo quello di valorizzare i vini naturali mettendo al centro la figura del vignaiolo partendo dall’idea della viticoltura etica: una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura e della tradizione, ma sempre con uno sguardo al futuro. Abbiamo incontrato Giuseppe Fiorilla (nella foto), uno degli  ideatori dell’iniziativa e referente dell’Associazione Arsura Sete Etica:

Cosa vuole essere Teruar- Fiera del Vino Etico?

“Rappresenta la prima fatica dell’associazione culturale Arsura Sete Etica, unica associazione siciliana che promuove e valorizza il Vino Naturale e i vignaioli che affiancano la vite nel suo ciclo vitale. Il vino come alimento prodotto nel rispetto della natura, affianco alla natura, in un processo agricolo-culturale sostenibile. Teruar mira alla formazione e al coinvolgimento della comunità, in una visione in cui viene valorizzata la figura del vignaiolo che da contadino produce il suo vino in cantina senza l’aiuto di tecnologie di derivazione chimico-industriale. L’incontro tra il consumatore e il vignaiolo è il fulcro di un evento che vuole essere una fiera di idee, opinioni ed esperienze”.

Come si svilupperà l’iniziativa?

“Teruar- Fiera del Vino etico vedrà raccolti in tre giornate, Vignaioli, Agricoltori, Panettieri, Cioccolatieri, Artigiani, Pittori, Musicisti, Fotografi, Audiofili, Collezionisti e Massari”.

Cos’è un vino etico?

“È il vino che si connota come alimento prodotto nel rispetto della natura, affianco alla natura, in un processo agricolo-culturale sostenibile. È frutto di un modello di agricoltura presentato alle nuove generazioni locali e non, basato su un approccio che vuole essere evolutivo e non meramente economico produttivo, dove per evoluzione intendiamo adattamento ai fenomeni naturali e non contrapposizione ad essi”.

Perché a Scicli e quale ricaduta prevedete per il territorio?

“Oltre ad un interessante “naturale” approccio all’agricoltura, in un contesto come l’area comunale e provinciale, vittima di modelli agricoli intensivi ed invasivi, l’evento avrà un ritorno culturale sul territorio, sia per quanto riguarda le presenze turistiche in qualità di visitatori della fiera, attese da tutta la penisola, sia per quanto riguarda la presenza di oltre 80 vignaioli (2 per azienda) provenienti da tutta Italia che vivranno Scicli e il territorio circostante durante i tre giorni della fiera. La figura dell’artigiano, al contempo, sarà fulcro della manifestazione con un’innegabile valorizzazione di mestieri e prodotti tipici Siciliani, grazie all’esposizione nell’area del chiostro interno al Convento.

La ricaduta culturale è chiaramente espressa dal ricco programma di Eventi e Incontri che siglano l’interesse ad una collaborazione senza precedenti tra Enti locali, Associazioni, Privati e Artigiani del comprensorio ragusano e siciliano.

Grazie a questa iniziativa Scicli si presta a diventare simbolo della viticoltura naturale Nazionale ed Europea, grazie alla presenza durante l’evento di Vignaioli provenienti da tutta Italia e da molti paesi europei, rappresentanti della viticoltura antica, moderna e naturale”.

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