Blue Sea Land, alla Lumsa si studia il modello del Distretto della pesca
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Blue Sea Land, alla Lumsa si studia il modello del Distretto della pesca

Last updated on 18 Dicembre 2019

Il modello del Distretto della Pesca e Crescita Blu e Blue Sea Land, l’Expo dei Cluster del Mediterraneo, dell’Africa e Medioriente, sono delle case history, di una serie di lezioni di Sociologia Economica tenute dal prof. Enrico Molinaro (Segretario Generale rete italiana Dialogo Euromediterraneo Ride-Aps, nonché presidente fondatore dell’Associazione “Prospettive Mediterranee”) presso la Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa) di Roma.

Blue Sea Land promuove, attraverso lo strumento del cluster, lo sviluppo della Green e della Blue Economy nell’ottica dell’Economia Circolare. Il modello di sviluppo secondo i principi dell’Economia Circolare non riguarda soltanto l’agricoltura e la pesca ma si estende a tutte le filiere produttive attraverso buone prassi: rigenerazione delle risorse naturali, terrestri e marine; sostenibilità economica, sociale, ambientale e culturale; innovazione nei processi produttivi; responsabilità individuale e collettiva dalla produzione al mercato; creazione di nuove figure professionali.

Blue Sea Land promuove i Distretti agro-ittico-alimentari luoghi vocati alla produzione di eccellenze e che rappresentano l’economia reale dei territori. Un modello virtuoso di fare sistema, di creare occupazione garantendo sicurezza alimentare a produttori e consumatori.

L’idea è quella, partendo dalla pesca e dalla Sicilia, di creare una rete di Distretti agroalimentari, la rete delle reti: il cluster dei distretti agroalimentari del Mediterraneo. In questa ottica il Distretto assume una dimensione non solo economica ma anche sociale, ambientale e culturale. Il “Distretto Mediterraneo” diviene la locomotiva dell’Economia Circolare.

Alla recente sesta edizione di Blue Sea Land, svoltasi dal 28 settembre al 1 ottobre a Mazara del Vallo, hanno partecipato 58 delegazioni straniere, istituzionali ed imprenditoriali, oltre 1000 gli incontri commerciali, oltre 150.000 i visitatori, numerosi gli incontri scientifici e gli eventi culturali di alto profilo che hanno contribuito a rafforzare i rapporti tra i Paesi Mediterranei, dell’Africa e del Medioriente, a valorizzare le eccellenze dei territori e sostenere la lotta contro gli sprechi alimentari.

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