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Cassa integrazione, l’Abi: può essere sufficiente solo la dichiarazione

Per agevolare la presentazione delle domande di Cassa integrazione, le banche possono ritenere sufficiente l’impegno contenuto in una dichiarazione firmata dal lavoratore e dal datore di lavoro. Lo si legge in una circolare dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, inviata alle banche in cui vengono forniti chiarimenti applicativi per la richiesta di anticipazione dell’assegno di cassa integrazione in deroga.

Secondo l’Abi, all’atto della domanda di anticipazione dell’assegno di cassa integrazione in deroga il lavoratore deve far avere alla banca e al datore di lavoro il modulo B3, di cui alla Convenzione, nel quale è indicato l’Iban del conto corrente su cui verrà accreditato l’assegno di CIGD oppure dovrà fornire alla banca l’attestazione del datore di lavoro di aver provveduto a inserire tale indicazione nelle comunicazioni inviate per via telematica all’Inps.

Nella documentazione prevista dalla Convenzione, per la domanda di anticipazione della cassa integrazione in deroga, non è previsto che il lavoratore presenti alla banca il modello “SR 41”,  usato per il pagamento delle integrazioni salariali (ordinarie, straordinarie, FIS, Fondi e deroga) ai lavoratori.
Nell’attuale fase emergenziale, a causa delle restrizioni di mobilità dei cittadini, con il messaggio 6 aprile 2020, n.1508 l’Inps ha disposto l’abolizione dell’obbligo di firma da parte del lavoratore del modello cod. “SR41”. Eventuali informazioni utili al lavoratore, potranno essere richieste al proprio datore di lavoro che avrà comunque la possibilità di stampare – come di consueto – il predetto modello.

Inolte, in un’ottica di miglioramento e più rapida gestione ed emissione dei pagamenti, nella circolare INPS 29 marzo 2020, n. 48 vengono descritte tutte le semplificazioni riguardanti la certificazione dell’ IBAN sul quale avviene l’accredito della prestazione.

Alcune Regioni hanno provveduto – in collaborazione con l’Abi – a misure per agevolare le anticipazioni dell’assegno della cassa integrazione in deroga, quali specifici fondi di garanzia oppure la possibilità per le Banche di conoscere l’elenco dei datori di lavoro richiedenti o già autorizzati ad usufruire della cassa integrazione in deroga.

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