martedì, Settembre 22
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Coronavirus, Musumeci: “Fase 2 in Sicilia, è il massimo che potevamo fare” (Video)

Avviata la “graduale riapertura” che il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, aveva preannunciato nei giorni scorsi. L’ordinanza, firmata oggi e in vigore dal 4 al 17 maggio, si muove all’interno delle linee guida fissate da Roma, seppure con qualche “forzatura”. A cominciare dal permesso alle famiglie di potersi trasferire nelle seconde case, a patto che non facciano la spola con la principale abitazione, ma vi rimangano per la stagione. Disco verde anche per l’asporto ai ristoranti, pasticcerie, gelaterie, bar e pub, con il divieto di consumare nei locali e nelle adiacenze. Si può accedere al cimitero e acquistare fiori e piante.

 

 

Un’attenzione, nell’ordinanza, anche verso gli animali da affezione per i quali sarà consentita la tolettatura.

Novità pure per le società sportive che sono autorizzate a iniziare attività amatoriali di corsa, tennis, pesca, ciclismo, vela, golf ed equitazione.

Rimangono congelate le limitazioni all’accesso nell’Isola almeno fino al 17 maggio. In quella stessa data il governatore Musumeci spera anche di strappare al premier Conte il permesso di riaprire le loro botteghe ai parrucchieri per uomo e per donna.

Restano invariate le disposizioni relative all’obbligo di quarantena.

Primo maggio: Musumeci a Portella della Ginestra

Musumeci a Portella della Ginestra
L’omaggio di Nello Musumeci alle vittime della strage di Portella della Ginestra

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, si è recato stamane a Portella della Ginestra per rendere omaggio alle vittime della strage del primo maggio 1947, costata la vita a 14 persone, tra cui tre bambini. Da solo, senza telecamere al seguito, il governatore si è fermato per qualche minuto in raccoglimento davanti alla stele che ricorda il massacro eseguito dalla banda Giuliano, agli ordini della mafia.
“Una pagina ancora oscura della nostra storia – ha poi commentato il presidente della Regione – che nel difficile Dopoguerra vide alleati banditismo politico e mafia, senza escludere alcune complicità dello Stato. Verso il sangue di quelle vittime innocenti tutta la comunità siciliana deve ancora oggi sentirsi in debio”.

 

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