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Cosa indossavi quando ti hanno stuprata? In mostra a Bruxelles gli abiti delle vittime



Che cosa indossavi quel giorno? È questa la domanda che spesso viene rivolta alle vittime di violenza sessuale. Una domanda che insinua una qualche responsabilità della vittima e che fa sottintendere che aggressione non si sarebbe verificata se si fosse vestita diversamente. Una mostra organizzata dal servizio di prevenzione del comune di Molenbeek a Bruxelles e aperta al pubblico fino al 20 gennaio smonta ogni pregiudizio. Alle pareti della sala sono appesi i vestiti che 18 vittime di stupro portavano al momento dell’aggressione. Le tute da ginnastica e i pigiami scoloriti raccontano una verità semplice: lo stupro non ha nulla a che vedere con la provocazione. “Contrariamente a ciò che pensiamo, non si tratta di pulsione sessuale – spiega Delphine Goossens, responsabile del servizio di prevenzione del comune di Molenbeek – non si tratta di un uomo che, vedendo una bella ragazza, non riesce a reprimere i propri istinti. La violenza sessuale è un atto di dominio sull’altro, come abbiamo visto nel caso Weinstein, e in tutti gli scandali che sono venuti fuori recentemente.

Si tratta del potere di rubare l’umanità a persona, sulla quale non si ha alcun diritto ". Eppure, come abbiamo potuto constatare domandando in giro per le strade della capitale europea, ancora oggi ci sono molte persone che ritengono che una aggressione sessuale sia dovuta all’abbigliamento della vittima. “Penso che se una ragazza si veste i maniera succinta, allora è disposta a pagarne le conseguenze. Se non vuole essere aggredita o allora deve fare attenzione a come si veste”, afferma un ragazzo.

“La gonna fa la differenza. Se indosso una gonna ricevo più commenti -, ammette un’altra ragazza. “Alcune persone, soprattutto giovani donne, si vestono in maniera provocante e potrebbero sollecitare la fantasia dei malintenzionati”, sostiene un uomo. Parenti, amici, colleghi. Nella maggior parte dei casi lo stupro è commesso da persone vicine alla vittima. Dal 2008 al 2015, in Europa il numero di casi denunciati è aumentato del 47% e si stima che nel mondo 1 donna su 5 in vita sua subirà una violenza sessuale.

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