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Decreto semplificazioni: in Sicilia misure inapplicate in edilizia



Le misure previste dal Governo nazionale all’interno del decreto semplificazione, restano sull’Isola ancora del tutto inapplicate. A denunciarlo sono, in una lettera congiunta inviata ieri al Presidente della Regione, Nello Musumeci: Ance Sicilia, Oice (Associazione delle organizzazioni di Ingegneri, di architettura e di consulenza tecnico economica), Ordine degli Architetti di Palermo, Ordine degli Architetti di Catania, Fas (Federazione Architetti Siciliani) e Associazione Regionale liberi professionisti Ingegneri ed Architetti che chiedono un incontro urgente al governo regionale per trovare soluzioni condivise.

Gli articoli a cui costruttori e professionisti si riferiscono sono entrati in vigore dal mese di settembre con la conversione del decreto semplificazione (76/2020 del 16 luglio scorso) e sono stati introdotti dal Governo Conte per incentivare gli investimenti pubblici ed accelerare la spesa nel settore delle infrastrutture e delle opere pubbliche così da far fronte alle ricadute economiche negative derivate dalle restrizioni imposte dal Covid 19 e dal lungo lockdown. Due i punti fondamentali: la possibilità, in deroga al Codice dei contratti, di affidare in maniera diretta i servizi di ingegneria e architettura per importi inferiori a 75 mila euro del corrispettivo professionale; e l’obbligo per i Direttori dei Lavori di redigere entro 15 giorni dall’entrata in vigore della legge, lo Stato di avanzamento dei lavori già eseguiti e avviare (entro i successivi 5 giorni) i pagamenti delle spettanze alle imprese appaltanti così da venire incontro alla mancanza di liquidità generata dalla pandemia.

Rispetto all’affidamento diretto “giungono – scrivono costruttori e professionisti – segnalazioni da diverse parti della Sicilia che la norma non viene applicata dalle stazioni appaltanti”. Sul fronte dell’accelerazione nei pagamenti, invece, “per molte opere in fase di realizzazione nella nostra Regione, la previsione è disattesa in quanto, come è noto, le Stazioni Appaltanti non hanno disponibile presso le proprie tesorerie tutte le intere somme necessarie per realizzare le opere e devono, per ogni SAL, trasmettere all’Assessorato regionale finanziatore tutta la documentazione necessaria al fine dell’accreditamento delle somme”. Un passaggio – sottolineano i firmatari – che complica tutto e che richiede non meno di sei mesi di tempo, vanificando lo spirito della norma nazionale e mettendo in crisi imprese e professionisti.

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