Fotografia, gli scatti di Scianna in mostra alla Galleria d'arte moderna
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Fotografia, gli scatti di Scianna in mostra alla Galleria d’arte moderna

“Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”. Parole di Ferdinando Scianna che con i suoi scatti ha raccontato oltre mezzo secolo di storia. Il 21 febbraio, negli spazi espositivi della Galleria d’arte moderna di Palermo, aprirà al pubblico la grande mostra antologica dedicata a lui e curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra, e organizzata da Civita.

Da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera anche con un libro con prefazione di Leonardo Sciascia – all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Jorge Louis Borges, solo per citarne uno. Una carriera lunga 50 anni quella del fotoreporter nato nel 1943, nello stesso comune originario di Renato Guttuso e Ignazio Buttitta. “Ero e sono rimasto un baarioto. Bagheria per me era il centro del mondo”, afferma.

Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento. Scianna ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine. Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In mostra è inoltre proposto un documentario dedicato alla sua vita professionale. La mostra è corredata da un catalogo pubblicato da Marsilio Editori.

Il 20 febbraio al Teatro Santa Cecilia Scianna incontra il pubblico

La sera del 20 febbraio, nel Real Teatro di Santa Cecilia, il maestro della fotografia incontrerà il pubblico e insieme a Curti presenterà l’esposizione e risponderà alle domande. Si parlerà probabilmente del suo rapporto con la Sicilia che lui definì “come quello con la madre, che non è mai in discussione: sia che tu la ami sia che non la ami”. Poi come fotografo spesso ripete “mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta”. (ANSA)

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