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Incentivi (fino a 50mila euro) per imprese giovanili al Sud. Ecco come funziona



La misura si chiama ‘Resto al Sud’ e introduce incentivi fino a 50mila euro per i giovani italiani del meridione che sognano di aprire un’impresa. Ma per alcuni si potrebbe parlare di ‘Ritorno al Sud’, perché il decreto, approvato dal Governo per il rilancio del Mezzogiorno, ha due obiettivi principali: dare una possibilità di lavoro ai giovani del Sud Italia disoccupati e far tornare quelli che si sono trasferiti all’estero per cercare fortuna, il tutto a supporto anche dell’economia del Paese. Subito dopo l’estate – scrive il Sole 24 Ore -, se il Governo rispetterà i tempi, chi ha meno di 35 anni e ha un progetto imprenditoriale nel cassetto potrà bussare a Invitalia per chiedere un aiuto per coprire le spese per avviare la propria azienda, i 50mila euro possono diventare 200mila in caso di più soci.

Come funziona

Dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto per il rilancio del Mezzogiorno e lo sblocco nei giorni scorsi delle risorse fino al 2019 da parte del Cipe il Governo ha ora un mese per approvare il decreto attuativo – tocca al ministero della Coesione territoriale di concerto con Mef e Mise – con le modalità per accedere a questo incentivo chiamato non a caso “Resto al Sud”. Se tutto va bene la misura sarà operativa già da settembre.

Per approfondire: Il decreto sulla Gazzetta Ufficiale

L’agevolazione riguarda tutte le iniziative imprenditoriali legate all’artigianato, all’industria, al turismo, alla pesca e ai servizi (restano escluse professioni e commercio). L’obiettivo è raggiungere una platea di 100mila possibili nuovi imprenditori: in pista 1,25 miliardi fino al 2025 dal Fondo sviluppo e coesione, di cui una prima parte sono stati già sbloccati dal Cipe nella riunione del 7 agosto scorso.

Le 8 Regioni coinvolte nel progetto

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

I beneficiari:

  • devono avere meno di 35 anni;
  • non risultare già titolari di attività di impresa in esercizio alla data di entrata in vigore del decreto legge, vale a dire alla data del 21 giugno scorso;
  • non devono risultare, fino al rimborso del finanziamento, titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto;
  • devono avere la residenza in una delle 8 Regioni coinvolte nel progetto entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda.

La gestione delle domande

Invitalia dovrà valutare – si legge ancora sul Sole 24 ore –  la sostenibilità tecnico-economica del progetto e rispondere entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda da parte del neo imprenditore under 35 che non disponga di mezzi propri per avviare un’attività. La dote offerta arriva fino a 50mila euro. Invitalia dovrà anche stipulare una convenzione con l’Abi – l’associazione bancaria italiana – per le condizioni di concessione dei mutui.

I giovani imprenditori del Sud – scrive Informazione Fiscale – che presenteranno domanda di accesso al fondo gestito da Invitalia potranno beneficiare di un finanziamento così strutturato:

  • 35% erogato come finanziamento a fondo perduto;
  • 65% erogato come prestito a tasso zero da restituire in 8 anni.

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