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Pesca: via libera alla riforma, ok anche a norma su feluche

Last updated on 30 Giugno 2019

Arriva il tanto atteso riconoscimento per gli operatori delle feluche, imbarcazioni tipiche messinesi con cui si realizza il tradizionale sistema di pesca del pescespada. L’Ars ha approvato oggi la legge sulla disciplina della pesca mediterranea e l’articolo 6, proposto dalla deputata regionale del M5S, Valentina Zafarana, è interamente dedicato alla tutela e alla valorizzazione delle feluche e alla promozione della pesca del pescespada dello Stretto.

Ma ovviamente non c’è solo questo nella norma. La legge, di fatto, va a normare le diverse attività legate all’economia del mare e all’indotto che intorno ad esso ruota con l’obiettivo di modernizzare, innovare e valorizzare le attività degli imprenditori ittici, favorendo la pesca turismo, l’ittiturismo e la vendita diretta. Ma non solo: la nuova normativa ha tra le proprie finalità lo sviluppo delle infrastrutture di filiera come i mercati del pescatore, i mercati ittici, i porti e i luoghi di sbarco, da realizzare attraverso la costituzione di una “Rete di Coordinamento dei comuni marinari siciliani”, preservando il patrimonio culturale di borghi marinari, tonnare fisse, barche da pesca tradizionali come le feluche, e il sostegno delle relazioni e della cooperazione transfrontaliera mediterranea. Ampio spazio è dedicato anche alla sostenibilità ambientale e ai Piani di Gestione, ovvero a tutte quelle norme che disciplinano come e dove i pescatori possono svolgere la propria attività, la tipologia degli attrezzi da pesca nonché i periodi nei quali è concessa. E’, inoltre, prevista l’istituzione del “Registro delle identità della Pesca Mediterranea e dei Borghi Marinari”, che sarà tenuto dal dipartimento regionale della Pesca Mediterranea e avrà l’obiettivo di identificare, documentare e classificare i saperi e le conoscenze marinare al fine di salvaguardarle dal rischio estinzione.

Tra le novità introdotte, anche “Le Strade e le Rotte del Tonno rosso”, itinerari turistici che coinvolgeranno, tra l’altro, musei del mare e aree marine protette. Spiccano, poi, alcune iniziative come l’intitolazione dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo a Giovanni Tumbiolo, soprannominato “Ministro del Mediterraneo” e ideatore del Cluster della Pesca, per la sua straordinaria capacità di relazione, intermediazione e diplomazia tra la Sicilia e i Paesi del Mediterraneo mentre tra le norme più significative va segnalata, senz’altro, quella che introduce un “fondo di solidarietà regionale della pesca e dell’acquacoltura”, destinato ai familiari alle imprese di pesca e alle aziende di acquacoltura, colpite da naufragi e danni, legati al maltempo e alle avversità meteo marine.

«Dopo quasi vent’anni dotiamo la Sicilia di una legge sulla pesca moderna, articolata, attenta alla marineria e alle attività sportive, sensibile alle esigenze ambientali e adatta a rilanciare un settore produttivo purtroppo trascurato nel passato. Ringrazio tutti i gruppi parlamentari per il lavoro svolto in un clima di grande responsabilità”.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci esprime così la propria soddisfazione per l’approvazione all’unanimità a Sala d’Ercole del disegno di legge “Norme per la salvaguardia della cultura e delle identità marine e per la promozione dell’economia del mare. Disciplina della Pesca Mediterranea in Sicilia”. Un testo composto da 42 articoli suddivisi in 9 capi che è stato presentato dal governo regionale.

«Si tratta di una norma che esce ulteriormente arricchita dal passaggio parlamentare con un articolo che è stato oggetto di particolare attenzione e approfondimento nelle fasi preliminare all’arrivo in parlamento – afferma l’assessore per la Pesca Mediterranea, Edy Bandiera -. Con questa ulteriore norma, infatti, consentiamo alle imprese di pesca e alle aziende del settore di potere ripartire dopo accadimenti che di fatto ne ostacolerebbero ogni opportunità».

“Il pescespada pescato dalle feluche dello Stretto – spiega Zafarana – è una delle produzioni-simbolo della città di Messina. L’ok alla legge è un grande riconoscimento per l’intero settore. I pescatori delle feluche sono oltre 60, altamente qualificati, mentre l’indotto che si crea sulle due sponde dello Stretto è molto più ampio, se pensiamo anche ai ristoranti locali che vivono quasi tutto l’anno di piatti realizzati con questo pescespada e a chi vorrà implementare l’offerta turistica tra le due sponde dello Stretto, vantando come attrattiva queste barche uniche”.

“La legge – sottolinea Zafarana – punta a definire e tutelare l’identità e la specificità della pesca delle feluche, attraverso la valorizzazione e il sostegno delle attività degli imprenditori ittici . La salvaguardia e la promozione del sistema e del prodotto ittico permetterà di tutelare il mercato e valorizzare il pescespada dell’area dello Stretto di Messina, un prodotto che rientra a pieno titolo nelle eccellenze enogastronomiche siciliane”.

“La legge prevede inoltre – aggiunge Zafarana – risorse e strategie per diversificare il reddito dei pescatori impiegati nel sistema di pesca delle feluche, con lo sviluppo  di attività complementari o connesse, come formazione degli operatori, istituzione di marchi di tutela, campagne di informazione per i consumatori e progetti orientati al turismo, oltre che per la ricerca scientifica, storica, etnografica e antropologica  sulla pesca tradizionale del pescespada e delle altre specie di grandi pelagici nell’area dello Stretto”.

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