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Quanto guadagnano i mercati nazionali con il gioco d’azzardo?

Last updated on 3 Settembre 2019

Malgrado sia ancora un tabù in moltissimi Paesi del mondo, non solo d’Europa, il betting sta diventando, una miniera d’oro non solo per le aziende o per i privati proprietari dell’agenzia X o del bookmaker Y. Dal momento che, per essere legali, i siti di scommesse o le agenzie di betting devono essere dotati di una particolare licenza, una parte dei proventi di questi siti deve essere consegnata allo Stato sotto forma di tasse. Anche se si tratta di una percentuale più o meno infima, il ricavato è davvero molto ingente se visto in prospettiva di guadagni annuali.

In questo articolo verranno prese in considerazione le attività di betting e di gioco d’azzardo che rimpinguano le casse statali in Italia, in Europa ed in alcuni Paesi del mondo.

L’Italia: il Paese con il fisco più alto d’Europa

Se si prendesse in considerazione l’Italia si potrebbe trovare conferma di quanto detto in apertura. Anche se in Italia il betting (codice bonus Unibet) è regolamentato da stringenti regole e da conformità al limite dell’inusuale, il fisco e la tassazione sul gioco d’azzardo è doppio rispetto a quello imposto da Inghilterra e Regno Unito e quasi il quadruplo di quello utilizzato attualmente dalla Francia. Le fonti ufficiali del Governo confermano quello che sembra essere uno degli affari migliori messi a segno dal nostro Paese.

In Italia, secondo le stime più recenti, nel 2017 sono stati 102 miliardi i soldi ricavati dalle scommesse messe in atto dai giocatori italiani, l’anno prima le vincite hanno fruttato quasi 80 miliardi di euro mentre la percentuale di soldi riconsegnati ai giocatori come vincite o come bonus di ogni genere è stato dell’80%.

La situazione tedesca ed il problema dell’illegalità

Un altro Paese da prendere in considerazione è la Germania. Il Paese teutonico, infatti, ha visto, dal 2016, una crescita esponenzialmente alta del numero di giocatori d’azzardo e di agenzie di betting su tutto il territorio nazionale. La presenza di una così alta quantità di siti, ricevitorie (Eurobet) e bookmaker ha indotto il Governo tedesco a mettere regole e tassazioni non indifferenti, tra le più alte d’Europa.

L’imposta sull’intrattenimento, per esempio, è aumentata di quasi 3 volte nel giro di sei anni toccando quota 940 milioni di euro nel 2016. Il costo del betting, infatti, era stato attestato, secondo stime affidabili, a circa 91 miliardi di euro tra slot machine, casinò e bookmaker online. Il vero problema della Germania, però, è la forte presenza di materiale illegale che supererebbe la quota del 40% delle attività di gioco d’azzardo sul territorio tedesco.

Il sogno americano del betting

In USA, il gioco d’azzardo è stato a lungo un tabù ed, ancora adesso, alcuni Paesi sono fortemente contrari alla legalizzazione totale del betting. Tuttavia, la situazione si è fatta critica durante il Super Bowl dello scorso febbraio. In questa occasione, infatti, quasi 5 miliardi di dollari vennero scommessi in piazzate di ogni tipo anche se solo il 3% di queste era stato eseguito in maniera legale.

Un altro sport al centro dell’interesse per l’americano medio è la NBA. Il massimo campionato di basket americano e mondiale ha portato ad un ricavato di quasi 2 miliardi di dollari paragonato all’1% dell’importo scommesso. Questa somma è stata devoluta alla federazione americana per potersi far carico di tutte le note legali che sarebbero derivate dal propagarsi del fenomeno del betting sul basket americano.

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