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Scuola, sostegno: 60 mila posti in deroga, 10 mila rimarranno vacanti



Sostegno, il guazzabuglio è completo: più di 60 mila i posti deroga oltre i 10 mila che rimarranno vacanti dopo le immissioni in ruolo
La conferma giunge del territorio: nonostante gli annunci durante il primo anno di governo, come confermato dalla recente revisione della riforma sul sostegno realizzata dalla Buona Scuola e approvata dalla (ex) maggioranza giallo-verde, ancora una volta almeno due posti su cinque saranno assegnati in deroga all’organico di diritto di poco superiore alle 100 mila unità, a fronte di 300 mila alunni con disabilità certificata. E in caso di gravità, le famiglie dovranno ricorrere in tribunale con Anief per veder riconosciuto il supplente in base a quanto richiesto dal PEI. Marcello Pacifico, presidente nazionale: a settembre su richiesta di genitori e insegnanti lo studio legale del sindacato impegnerà tutte le determinazioni degli uffici scolastici regionali e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno adempiuto a ottemperare alle effettive esigenze

L’anno scolastico sta partendo con una tara sempre più grande, a seguito del mancato sostegno agli alunni disabili: mentre rischia di saltare il testo correttivo al decreto 66/2017 sull’inclusione scolastica pure se già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, a settembre si può dare per certo sin d’ora che circa il 40% dei posti di sostegno agli alunni disabili andrà in deroga: significa che verrà assegnato a supplenza fino al 30 giugno, senza alcuna possibilità di entrare a far parte dell’organico di diritto. E anche una parte di questi, almeno 10 mila, verranno assegnati a precari, in alto numero nemmeno specializzati, come confermano i primi dati provenienti dalle nomine in ruolo che si stanno realizzando in questi giorni nelle 100 province italiane.

SOSTEGNO TUTTI PENALIZZATI

Il triste fenomeno che nessun governo è riuscito a smantellare e che anzi risulta in costante crescita “Su 150 mila insegnanti di sostegno – scrive Orizzonte Scuola -, un terzo sono decisi ad anno scolastico iniziato da sentenze dei tribunali ai quali si rivolgono le famiglie degli alunni con disabilità o da decisioni dell’Ufficio Scolastico”. Il problema è che “il fabbisogno stimato con l’organico di diritto regione per regione non corrisponde alle esigenze reali e ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni”.

SOSTEGNO: EPPURE I GIUDICI HANNO PARLATO CHIARO

Tutto ciò accade nonostante una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, abbia imposto al Miur, con la sentenza 140/19, di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno dell’Isola e di conseguenza, continua la rivista specializzata, “un’assunzione di responsabilità e una revisione degli organici tale da garantire effettivamente la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno in tutto il territorio nazionale trasformando, finalmente, i posti attivati “in deroga” in posti in organico di diritto”.
Come se nulla fosse accaduto, non ottemperando a quella precisa richiesta dei giudici, il Miur ha continuato a conferire le supplenze su posti di sostegno in deroga, con i numeri che stanno assumendo proporzioni sempre più preoccupanti. E con conseguenze sempre peggiori. “Una di queste – sottolinea Orizzonte Scuola – è che a fronte di un numero più basso di docenti in possesso della specializzazione per l’insegnamento a questi alunni, la supplenza può essere conferita anche ai docenti senza titolo”.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DI ANIEF

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, finché non si avrà la forza politica di cancellare i posti in deroga avviati con la Legge Carrozza 128 del 2013, questo situazione andrà sempre più a peggiorare. Anzi, ad incancrenirsi. Perché ormai ci ritroviamo con l’80 per cento delle cattedre libere assegnate a supplenti nemmeno specializzati, mentre tanti docenti precari specializzati e formati non vengono immessi in ruolo”.
“Noi – continua Pacifico – come sindacato, stiamo operando su più fronti per opporci a questa indecenza. Abbiamo presentato un emendamento all’articolo 28 dell’ultima Legge di Stabilità, abbiamo impugnato lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno, a seguito della sentenza n. 140/19 del Tar della Sicilia e ci stiamo accingendo a commissariare l’Usr siciliano, assieme a tutti quelli che stanno operando allo stesso modo. Ci stiamo ancora una volta facendo promotori di ricorsi, prodotti dalle famiglie ma anche da docenti e dirigenti, per chiedere l’assegnazione corretta del monte orario settimanale di cui hanno diritto gli alunni disabili, oltre che portando avanti il contenzioso per aumentare la previsione dei posti di sostegno su tutto il territorio”.

LE POSSIBILITÀ DI NON SOCCOMBERE ALL’INGIUSTIZIA

Anief ricorda che anche per il prossimo anno scolastico attiverà l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora in meno!’: il sindacato fornirà alle famiglie che prenderanno contatto con i suoi referenti, le istanze di accesso agli atti da richiedere all’indirizzo email sostegno@anief.net; dallo stesso indirizzo riceveranno, inoltre, tutte le istruzioni necessarie per presentare alla scuola le istanze.

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