Sicilia: entro luglio il bando per la formazione continua in impresa



Formazione per la creazione di nuova occupazione e per l’attrazione degli investimenti; formazione continua per sostenere il passaggio delle imprese alla quarta rivoluzione industriale; apprendistato di I e di III livello. E ancora, potenziamento degli Its, gli Istituti tecnici superiori; Garanzia giovani e Avviso 33. Sono solo alcuni dei temi messi sul tavolo dagli imprenditori siciliani che oggi, a Palermo, presso la sede di Confindustria Sicilia, hanno incontrato l’assessore regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, Roberto Lagalla.

formazione dibattito


“La formazione – ha detto in apertura dei lavori il presidente regionale degli industriali, Alessandro Albanese – dovrebbe sempre essere il mezzo e non il fine. Perché il fine deve essere quello dell’inserimento dei lavoratori in azienda. La pandemia ha messo ancora più in evidenza l’esigenza di politiche attive del lavoro basate su formazione e occupabilità e questo è possibile ottenerlo solo se si attiva un confronto continuo e diretto con il mondo delle imprese, che sono le uniche a poter indicare le reali figure professionali che servono”.


Immediata la risposta di Lagalla che, dopo aver sottolineato la volontà della Regione di avere un rapporto costante con il mondo imprenditoriale, ha annunciato un calendario intenso di appuntamenti: entro luglio, infatti, usciranno il bando per la formazione continua in impresa e la nuova finestra dell’Avviso 27/2019, il “Progetto giovani 4.0”. A settembre sarà la volta della seconda finestra dell’Avviso 33, destinato a percorsi formativi finalizzati all’inserimento o al reinserimento lavorativo di disoccupati e non occupati.

“La Regione – ha affermato l’assessore – sta investendo sulla qualità delle risorse umane. E questo significa innovare e soprattutto innalzare la resa dei processi produttivi. Vogliamo un dialogo costruttivo con il mondo delle imprese che renda ancora più efficaci le azioni proposte e riduca sempre di più le distanze tra il mondo accademico e quello della produzione”.


“Le imprese – ha concluso Albanese – chiedono misure per assumere, non per licenziare; misure che favoriscano le assunzioni e ci diano la possibilità di dotarci delle nuove competenze che servono. Anche perché poi resta il paradosso, soprattutto in una regione con un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 50%, di non riuscire a reperire figure tecniche specializzate”.

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