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Termini Imerese, lo stabilimento ex Fiat tornerà in mano pubblica



La cessione delle singole unità di business di Blutec tranne che per Termini Imerese per cui sarà contemplato un piano di riqualificazione, con datio in solutum dello stabile ai creditori pubblici. E’ quanto prevede il programma concordatario che i tre commissari di Blutec stanno preparando e che sarà presentato nei prossimi giorni (entro il 5 ottobre ) al Mise. Secondo fonti sindacali, i commissari hanno chiarito che la garanzia per i lavoratori continuerebbe a essere la proprietà pubblica dell’immobile. E’ emerso oggi nel corso dell’incontro in videoconferenza cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali, del ministero dello Sviluppo economico, i commissari di Blutyec e i rappresentanti delle Regioni. L’incontro è stato presieduto dalla sottosegretaria Alessandra Todde.

Blutec, la posizione della Uil

“L’affermazione dei commissari straordinari di Blutec, secondo cui il programma che sta per essere presentato dovrebbe essere in grado di assicurare la tutela occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti, viene naturalmente incontro in linea di principio alle istanze sindacali – dice dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile del settore auto- . Tuttavia prima di poter esprimere qualsivoglia giudizio sulla solidità del programma abbiamo bisogno di conoscere nel dettaglio le proposte di acquisizione e i progetti di riqualificazione del sito di Termini Imerese. Per quest’ultimo anzi chiediamo garanzie ulteriori, come una presenza pubblica nel soggetto che si incaricherà della riqualificazione industriale, soggetto che chiediamo sia unico e non già frammentato in una pluralità di attori fra di loro giuridicamente distinti”. “Per Termini Imerese – dice Ficco – è comunque pervenuto l’interessamento di un consorzio che ha presentato sedici progetti di investimento nell’ambito della così detta economia circolare, che vanno dalla produzione di batterie a quella di battelli con plastiche recuperate in mare e reciclate. Il Ministero dello Sviluppo economico ci ha assicurato che avremo successivi incontri di approfondimento”.
“Per noi è essenziale – conclude Ficco – che il programma privilegi al massimo la tutela occupazionale per i lavoratori di tutti i siti coinvolti. Per Termini Imerese occorreranno particolari garanzie, giacché i piani di riqualificazione industriale sono sempre molto lunghi e rischiosi. Infine chiediamo di riconoscere finalmente il diritto all’anticipo pensionistico per i lavoratori che hanno svolto mansioni usuranti, diritto già sancito in teoria dalla legge ma in pratica vanificato dalla richiesta di documentazione impossibile”.

Termini Imerese, la posizione della Fiom-Cgil

Per la Fiom e per la Cgil c’è un punto imprescindibile in merito al piano: la garanzia della continuità produttiva e occupazionale per le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli stabilimenti “su cui – si legge in un comunicato del sindacato – abbiamo chiesto al Mise un tavolo di approfondimento specifico in presenza e non in videoconferenza, con il Ministero dello Sviluppo economico, i commissari straordinari, Invitalia e le singole regioni interessate, vista la delicatezza del confronto. Chiediamo inoltre che le Regioni garantiscano piani di sostegno ai piani di sviluppo, a partire dalla Regione Sicilia con l’accordo di programma”.
La Fiom e la Cgil chiedono una garanzia pubblica per il soggetto industriale che interverrà nella risoluzione della crisi su Termini Imerese a partire da Invitalia.
“È necessario avere chiarezza sulla solidità dei proponenti e dei progetti – sostengono i sindacalisti di Fiom -. Condividiamo l’affermazione della sottosegretaria Todde che quello di oggi è stato un primo passo a cui ne seguiranno rapidamente altri, che avranno l’obiettivo di tutelare i lavoratori e le loro condizioni contrattuali per tutti gli stabilimenti.
Come Fiom e come Cgil ci riserviamo di esprimerci sul merito, dopo i prossimi incontri sul dettaglio dei piani”.

Il Movimento Cinque Stelle attacca Musumeci

Il Movimento Cinque Stelle intantio critica l’atteggiamento del governo regionale guidato da Nello Musumeci. “Se in ballo ci fossero state le sorti dei cavalli di Ambelia, probabilmente Musumeci avrebbe mostrato ben altro interesse. Evidentemente il destino di tantissime famiglie siciliane, legate alle sorti dell’ex Fiat, non interessano più di tanto al presidente della Regione, lo dicono i fatti” afferma il deputato M5S all’Ars, Luigi Sunseri a commento della mancata partecipazione di almeno un assessore della giunta Musumeci al tavolo telematico organizzato oggi al Mise per la vertenza Blutec.
“Dopo mesi – racconta Sunseri – sono finalmente ripartiti, con un collegamento telematico, i tavoli tecnici per la risoluzione dell’annosa vicenda Blutec, che da anni toglie il sonno a tantissime famiglie siciliane, e il governo regionale che fa? Non delega nessun assessore a rappresentarla, ma solo un semplice funzionario, a differenza delle Regioni Abruzzo, Basilicata e Piemonte, che, giustamente, hanno partecipato con un componente della giunta. Questo fotografa alla perfezione tutto il disinteresse che il governo Musumeci ha per i lavoratori della sua terra. Ora accamperanno tutte le scuse di questo mondo per cercare di mettere una misera toppa al vergognoso buco, ma i fatti, purtroppo per loro, sono sotto gli occhi di tutti”.

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