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L’associazione Suolo e Salute compie 50 anni



Cinquanta anni fa, esattamente il 31 marzo 1969, nasceva, grazie a Francesco Garofalo, fitopatologo, docente dell’Università di Torino, la prima associazione italiana Suolo e Salute, impegnata nella divulgazione e nella promozione del metodo organico-minerale in agricoltura, dal quale il biologico ha avuto origini.

Una vera “cattedra ambulante” per diffondere tra gli agricoltori questo metodo di coltivazione che, in quel periodo, sembrava un’idea visionaria e che oggi rappresenta non solo un metodo di coltivazione, regolamentato ed affermato, ma uno stile di vita ed un orientamento culturale per un gran numero di consumatori che riconoscono il biologico come “la giusta visione” che guarda alla sostenibilità ambientale e ad un’alternativa produttiva valida per le aziende agricole e le comunità rurali.

Oggi Suolo e Salute è il primo organismo di controllo e certificazione per il biologico in Italia, con 19mila aziende controllate, il 27% del totale, e oltre 650mila ettari bio certificati (circa 32% della superficie biologica italiana). “I risultati degli ultimi dieci anni, sempre in crescita – commenta Alessandro D’Elia, Direttore Generale di Suolo e Salute – devono essere letti con il cuore e la posizione leader in Italia ci richiama a un continuo senso di responsabilità nei confronti dei propri operatori e del sistema nel suo insieme. Il traguardo dei cinquant’anni lo dedichiamo a tutti coloro che hanno sostenuto, difeso e affiancato il nostro impegno.”

La struttura è profondamente radicata sul territorio nazionale grazie alla presenza di ben sedici sedi regionali dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Sardegna e si avvale del lavoro di oltre novanta, tra dipendenti e consulenti, e oltre duecentosettanta tecnici ispettori. In termini concreti, il loro impegno si traduce in un numero annuo di visite ispettive superiori a 27mila e ad un’attività di controllo analitico sulla produzione che si traduce in quasi 2mila campioni di prodotti bio analizzati ogni anno. Dopo la prima festa ufficiale a Bologna, i festeggiamenti sono proseguiti in Sicilia, per consentire a tutti di parteciparvi.

Pietro Gemellaro, Direttore Regionale Sicilia, sottolinea che “il biologico non è solo una certificazione economica, cioè una forma di valorizzazione del prodotto con l’ottenimento di un cibo buono, sano e pulito. L’aspetto etico è quello da esaltare e riguarda il rispetto dell’ambiente, la salvaguardia del territorio e il mantenimento della fertilità del suolo a lungo termine”. Il biologico, infatti, contribuisce a mantenere l’antropizzazione della montagna e delle aree marginali, garantire il benessere degli animali allevati, a ridurre l’uso irresponsabile delle risorse naturali, a salvaguardare il paesaggio, a mantenere l’economia delle piccole comunità rurali, a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. In poche parole: a vivere meglio. Ciò significa che quando il consumatore sceglie un prodotto biologico “compra” anche tutto quello che è insito in questi aspetti ed è importante sottolinearlo per motivare il costo maggiorato del biologico e per far sì che la scelta sia più consapevole e meno egoistica.

La sede Sicilia di Suolo e Salute, grazie ad un team giovane e motivato di professionisti che operano su tutto il territorio siciliano dà il proprio contributo nell’ambito delle filiere più rappresentative (vitivinicola, olivicola, ortofrutticola, cerealicola, zootecnica etc.) e per il prossimo futuro si prevede una ulteriore crescita in ambito estero e nella biocosmesi, per continuare questa storia d’amore che dura già da 50 anni.

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